Un cammino pieno d’insidie in delle storie di integrazione

Basilea – Da alcune settimane è proiettato al Kult Kino di Basilea e in molte altre sale in tutta Svizzera “Neuland”, un film-documentario che racconta la storia di Ehsanullah, giovane rifugiato dall’Afghanistan, giunto a Basilea dopo aver attraversato vari Stati, a piedi, attraverso le montagne o su una barca.
E’ la storia di Nazljie e di Ismail, due fratelli albanesi, giunti in Svizzera perché obbligati dal padre dopo che, con la morte della loro mamma, si è risposato.
E’, ancora, la storia di Habibi, di Nazlije Aliji, di Hamidullah Hashimi, ed è, infine, la storia del professor Christian Zingg, insegnante nelle “Integrationsklasse”, un percorso di due anni offerto dal Cantone di Basilea Città per apprendere la lingua e la cultura locale. Il film è semplice e crudo. Descrive i piccoli e faticosi passi di questi giovani, confrontati con un nuovo contesto culturale e linguistico, fatto a volte di meritocrazia, altre di pregiudizi, altre ancora di affetto e calore, trasmesso da questo professore-padre, che crede in questi giovani e riesce a sognare con loro e per loro.
Tutti abbiamo un sogno, ma a volte è difficile definirlo, crederci e raggiungerlo. Nei volti e nelle storie dei protagonisti di questo film rivedevo i volti e le storie dei tanti giovani che incontro nella mia esperienza al Centro di prima identificazione per richiedenti asilo di Basilea. A volte la vita è legata ad un foglio di carta, ad un permesso di soggiorno concesso o negato. Non si tratta di capacità, di intelligenza, di professionalità, ma di numeri, quelli decisi da uno Stato per definire quanti restano e quanti partono. Si tratta anche di “emergenze” e priorità, quelle giustamente accordate a coloro che vengono dalla Siria, dall’Etiopia o dall’Afganistan…ma tutti abbiamo una storia e tutti abbiamo un sogno. Speriamo che i migranti e i rifugiati che vivono tra di noi incontrino sul loro camminotanti “Herr Zingg”, che sappiano non illuderli, ma neanche stroncare il sognodi una “Neuland” che c’è in ognuno di essi. (P. Antonio Grasso – Corriere degli Italiani)