Milano – La notizia dell’ennesima tragedia che ha colpito un numero imprecisato di migranti nel braccio di mare tra il Nord-Africa e l’isola di Lampedusa “continua a mostrare quanto drammatica sia diventata ormai la situazione. Nonostante le misure prese per contenere l’ondata migratoria, i morti continuano ad aumentare vertiginosamente”. Lo scrivono P. Alessandro Gazzola, Superiore Generale e P. Giovanni Borin, Superiore Regionale della Regione Beato G. B. Scalabrini.
“Certo – si legge nella nota – Lampedusa e il Mediterraneo sono solo uno degli snodi dolorosi dell’umanità in cammino in questo nostro mondo, segno tangibile dell’urgenza di porre rimedi efficaci e duraturi che da un lato permettano il naturale movimento dei popoli, e dall’altro ne garantiscano e tutelino i diritti fondamentali, primo fra tutti quello alla vita. Come Missionari Scalabriniani ribadiamo la vicinanza alle famiglie delle vittime, figli e figlie della disperazione e di un sogno troppo spesso dagli esiti drammatici. Allo stesso tempo, motivati da questi fatti di cronaca, non possiamo esimerci dal sollecitare con forza tutti gli Stati dell’Unione Europea ad un reale impegno comune nel gestire efficacemente ed eticamente il flusso di migranti; a lasciar perdere certe schermaglie politiche finalizzate solo a logiche di potere o esasperate da fini elettorali”.
Gli Scalabriniani si augurano che le tante occasioni d’incontro e di dibattito che in questi ultimi tempi hanno affrontato il tema della mobilità umana, come il Forum Globale delle Nazioni Unite su Migrazioni e Sviluppo (in corso dal 12 al 16 maggio a Stoccolma), così come il prossimo Forum Internazionale su Migrazioni e Pace a Berlino (11-12 giugno 2014), organizzato dal SIMN (Scalabrini International Migration Network), possano “contribuire ad una sempre maggiore presa di coscienza che queste morti non possono rimanere anonime, dei meri numeri da aggiungere ad una macabra lista nera e siano da stimolo ad azioni precise nei paesi di partenza e di passaggio con accordi e sanzioni efficaci”.



