Roma – Le suore Missionarie Scalabriniane esprimono “profondo dolore” per l’ennesima tragedia che si consuma nelle nostre acque mediterranee. “Siamo atterrite e confuse di fronte alla notizia che altre sorelle e fratelli sono morti di speranza”, scrivono in una nota sottolineando che non servono i numeri: “non dobbiamo dimenticare che i migranti sono prima di ogni altra cosa esseri umani”. “Siamo d’accordo che ogni Stato deve regolare i flussi migratori in vista del bene comune, ma tutto ciò non può essere un sistema politico di immigrazione che uccide le persone”, sottolineano le religiose: “in fondo al mare Mediterraneo ci sono reti che dovrebbero servire per pescare pesci, che dovrebbero servire per nutrire l’uomo, invece i pesci si nutrono delle persone che aggrappano le loro dita alle reti. Non possiamo abituarci alle tante Lampedusa del mondo”.
Le religiose ricordano quanto diceva il loro fondatore, il Beato Giovanni Battista Scalabrini dopo che aveva visto nell’800, migliaia e migliaia di migranti partire dalla stazione di Milano: “Partii commosso. Un’onda di pensieri mesti mi faceva nodo al cuore. Chi sa qual cumulo di sciagure e di privazioni, pensai, fa loro parer dolce un passo tanto doloroso!quanti nella lotta per l’esistenza usciranno vittoriosi (…). Li vedo bagnare con le loro lagrime un solco ingrato”.
“La storia si ripete”, evidenziano: il Mare Nostrum “si gonfia anche per queste nuove ondate di lacrime senza voce, perché affondate. La memoria delle immagini del passato e le scene di questi giorni ci suonino come rimprovero. Il Mare Mediterraneo non è così lontano per non toccare la nostra coscienza; la porta di Lampedusa, monumento ai migranti morti ci ricorda anche coloro che avrebbero dovuto ricostruire le nostre città, l’Italia, l’Europa”. (R.I.)



