Cosenza: la Chiesa in campo per portare la speranza

Cosenza – Erano passate da poco le tredici di martedì scorso quando un fuoco non controllato ha fatto divampare il disastroso incendio che ha distrutto una quarantina di baracche abitate da una parte della comunità rom. Una colonna di fumo nero indicava la zona dove famiglie intere, con un centinaio di bambini, cercava di mettere in salvo quel poco che avevano. Anche le suore di Charles de Foucauld che vivono accanto ai rom hanno perso la loro baracca cappella. Alcuni hanno detto che si trattava di una “tragedia annunciata” che fortunatamente non ha fatto vittime. Sul posto vigili del fuoco e personale della protezione civile addetto allo spegnimento, oltre che quello del Comune, ma il coordinamento istituzionale ha subito ritardi. Singolarmente le istituzioni si sono recate quasi tutte sul posto, anche lo stesso sindaco di Cosenza, l’Arcivescovo monsignor Salvatore Nunnari, accompagnato da don Bruno Di Domenico, direttore regionale Migrantes e della Caritas diocesana e da don Enzo Gabrieli. La Caritas diocesana ha attivato gli aiuti per rispondere alle prime emergenze e attraverso l’associazione “Madonna del Rosario onlus” di Mendicino e il Moci da sempre presente accanto alla comunità Rom è stata organizzata la distribuzione di acqua, coperte, alcuni vestiti. La diocesi di Cosenza si è fatta carico della cena di lunedì e dei pasti della giornata di martedì, con la distribuzione di aiuti diretti alle donne e ai bambini e generi alimentari di prima necessità. Sono state distribuite circa 5000 bottigliette d’acqua nelle sole due prime giornate. Il Comune di Cosenza ha provveduto all’individuazione e requisizione di un ambiente nei pressi della stazione ferroviaria per l’accoglienza di un gruppo di famiglie che hanno perso la baracca e il Moci si è adoperato per allestire letti e quanto necessario ad una prima accoglienza. Lo stesso arcivescovo che si è recato anche nelle ore di distribuzione dei pasti, partecipando personalmente alla consegna, ha rivolto un appello “per una soluzione condivisa” alle istituzioni e alle associazioni perchè la situazione della baraccopoli è ormai insostenibile. “Passando anche da una fase temporanea è ormai urgente e necessario – ha detto il presule – che queste persone siano sistemate dignitosamente. Sono nostri fratelli, sono uomini!”. Il presule ha attraversato il campo in lungo ed in largo, si è fermato con tutti per una parola, per ascoltare le piccole istanze della comunità. Da parte della Caritas diocesana continua il monitoraggio della vicenda assicurando gli aiuti umanitari per la comunità Rom attraverso il settore di emergenza con il quale sta collaborando anche la fondazione “Oasi San Francesco” di Cosenza per la preparazione dei pasti. E’ notizia di queste ore, ci informa don Enzo Gabrieli, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi, che il comune di Cosenza ha accolto in una struttura 87 persone.