Piccoli migranti della speranza

Washington – Non conosce tregua negli Stati Uniti l’afflusso di bambini abbandonati provenienti in prevalenza dal Messico e dall’America centrale che attraversano la frontiera in cerca di una speranza. Stando ai dati forniti dall’Amministrazione statunitense, si tratta di decine di migliaia di minorenni in fuga dalla povertà, dalla miseria e dalla violenza: nel 2014 arriveranno a quota 60.000. L’ultima ondata c’è stata nel fine settimana, quando almeno mille minori lasciati soli hanno superato la frontiera e sono entrati in Texas per poi essere fermati e portati in un centro di accoglienza in Arizona. Il Presidente Barack Obama ha ordinato la creazione di una task force per affrontare la questione. Inoltre, il Dipartimento giustizia ha dato il via libera a un’iniziativa che coinvolgerà esperti legali volontari chiamati ad assistere i minori che arrivano senza documenti nel Paese. Secondo i funzionari dell’Amministrazione Obama, quest’anno l’aumento del numero di bambini lasciati soli entrati negli Stati Uniti ha superato ogni previsione: soprattutto nel mese di maggio si è verificata una crescita critica. «Cerchiamo di agire nel modo più rapido possibile per avere più strutture a disposizione e dare assistenza ai bambini» spiegano le fonti. Ma la situazione — dicono gli analisti — rischia di esplodere se non saranno presi provvedimenti in grado di assicurare un’accoglienza dignitosa. Le nuove stime della Casa Bianca mostrano inoltre che i costi per la cura e il reinsediamento dei minori migranti dall’America centrale potrebbero raggiungere i 2,28 miliardi di dollari l’anno prossimo, oltre il doppio di quanto compariva pochi mesi fa nel bilancio per il 2015. Secondo l’Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), negli ultimi due anni i flussi migratori verso gli Stati Uniti sono diminuiti del tre per cento: è rimasto tuttavia stabile il flusso proveniente dal Messico. (Osservatore Romano)