Trento – Giunta alla sua 15° edizione, anche quest’anno la Festa dei Popoli a Trento, ha raccolto l’entusiasmo di piccoli e grandi, stranieri e italiani in due giorni di incontri, sfilate, spettacoli. Proposta dalla diocesi di Trento, in particolare dall’Opera diocesana per la Pastorale Missionaria e la Pastorale delle Migrazioni, con la collaborazione della Provincia di Trento, Cinformi e Comune di Trento, questa nuova edizione è iniziata con attività rivolte a ragazzi e giovani e dirette da giovani immigrati. Esponenti di Colombia, Tunisia, Ecuador, Mali e Sri Lanka hanno illustrato le loro terre ai ragazzi che poi le hanno rappresentate in splendidi murales. Altra proposta molto apprezzata, è stata l’esperienza di “mettersi nei panni degli altri”, partecipando ad una sfilata in cui ciascuno poteva indossare i costumi tipici di un altro popolo, superando ogni barriera. Anche un gruppo di disabili di una cooperativa sociale ha avuto il suo spazio per dimostrare che non ci sono differenze fra le persone e che a questo incontro, ognuno porta se stesso. Il giorno successivo, domenica 18 maggio, la Festa ha avuto il suo clou nella sfilata dei popoli per le vie della città, nella preghiera per la pace guidata dall’arcivescovo mons. Luigi Bressan e nei messaggi del Sindaco di Trento e del rappresentante della Provincia di Trento. Il Coro “Tre Cime” di Cimone e il Corpo Musicale di Gardolo hanno fatto da cornice alla manifestazione. La presenza di 45 etnie diverse, che fianco a fianco hanno cantato, ballato e offerto degustazioni, ha ben ha concretizzato il motto “In Italia da fratelli” coinvolgendo tutta la comunità nella pluralità di razze, lingue, culture, fedi religiose. Si è riusciti a far passare il messaggio che è bello conoscere ed apprezzare qualità, valori e capacità di tutti i popoli e a far gustare la gioia della diversità che rende più ricchi, più veri. Una Festa dei Popoli nata dai popoli stessi che, coordinati da don Beppino Caldera, delegato vescovile per la pastorale diocesana missionaria e la Pastorale delle Migrazioni, si sono incontrati per alcuni mesi per costruirla, sceglierne il motto, studiare le proposte da fare, provare balli e spettacoli. Il grande lavoro di molte volontarie e volontari delle parrocchie, ha fatto sì che tutto procedesse per il meglio e che per due giorni si respirasse aria di una casa dalle porte spalancate, accogliente e gioiosa.



