Card. Bagnasco: diventare operatori di pace

Genova – “Siamo qui presenti come una comunità penitente perché dobbiamo chiedere perdono per tutte le volte che intorno a noi, senza pensare solo ai paesi lontani, ma nella nostra vita portiamo gesti violenti, parole taglienti”. Lo ha detto ieri pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, durante la preghiera “insieme per la pace” promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Genova in collaborazione con la comunità di Sant’Egidio”. “Dobbiamo – ha aggiunto il porporato – partire dalla conversione del cuore di ciascuno di noi per chiedere il dono di diventare operatori di pace. Solo dopo questo possiamo onestamente invocare lo Spirito Santo che suggerisca ai cuori dei potenti della terra sentimenti ed opere di pace”. Alla preghiera hanno partecipato oltre 400 persone provenienti dall’India, dalle Filippine, dall’Ucraina, dallo Sri Lanka, dalla Moldavia, dagli Stati Uniti, dall’Italia, dall’Ecuador, dall’Inghilterra, dal Perù, dal Cile, dalla Nigeria e dal Sanegal ma anche dal Giappone, Turchia, Cecoslovacchia, Bolivia e Russia. “Insieme per la Pace” è uno “slogan semplice ma efficace per raccontare – si legge in una nota della Migrantes di Genova – la voglia di pace di tutti i popoli. Una preghiera intensa e colma di segni importanti come l’accensione di una candela da parte di persone di nazioni diverse alla lettura dei 28 paesi in cui, nel mondo, esiste la guerra, la violenza e la sopraffazione dei più deboli”. La conclusione, dopo una processione accompagnata da un canto litanico, è stata fatta con il canto dell’Akathistos di fronte al Volto Santo custodito nella Chiesa dei Barnabiti di fronte ad una icona tanto cara soprattutto ai cristiani di rito Orientale per significare una particolare vicinanza al mondo orientale. Per mons. Giacomo Martino, direttore dell’Ufficio Migrantes, “la preghiera è stata una forte esperienza di Fede anche con persone di altre religioni, culture e lingue per significare che davvero la Pace, come ci ha ricordato il Cardinale Bagnasco, non è un’utopia per pochi ingenui ma una realtà per chi la custodisce nel cuore”.