Roma – Canti e bandiere colorate hanno accolto ieri pomeriggio Papa Francesco nel quartiere romano di Trastevere. L’occasione è stata la visita del pontefice alla Comunità di S. Egidio. “L’idolo del denaro” che conduce a “una forma di “eutanasia nascosta” – ha detto il Papa nell’antica Basilica di Santa Maria in Trastevere dove la comunità ogni giorno si riunisce in preghiera – che fa scartare quello che non serve e che non produce. La volontà di molti di “togliere la parola solidarietà dal dizionario”, perché sembra loro “una parolaccia”. Poi prima di visitare la sede della Comunità, il Papa ha affidato a tutti la preghiera – “arma che tocca il cuore di Dio”- per la pace e per le nuove povertà. A partecipare all’incontro tanti malati, immigrati, rifugiati, rom e sinti, senza fissa dimora. Tra i saluti al pontefice quelli di un rom e di un profugo afghano che hanno raccontato come sono divenuti, dopo tante sofferenze, costruttori di pace. Il Papa è arrivato in piazza San Calisto poco dopo le 16.30, accolto dal cardinale vicario Agostino Vallini, dal Presidente e dal fondatore della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo e Andrea Riccardi, e dal parroco don Marco Gnavi. Ha attraversato a piedi la piazza. “I poveri sono gli amici – ha detto il fondatore Riccardi – che ci hanno insegnato a vivere non per noi stessi”. “C’è tanto dolore nel mondo: troppe ingiustizie, vite calpestate! – ha proseguito –. La sua predicazione sta liberando energie di bene, perché c’è bisogno di uscire con più generosità, creatività, amore”.



