Da soli allo sbaraglio

Washington – Da soli allo sbaraglio alla ricerca di una vita migliore: questa la condizione di migliaia di bambini, anche molto piccoli, che attraversano il confine dal Messico verso gli Stati Uniti. Un afflusso cresciuto notevolmente nell’ultimo anno, e che il presidente Barack Obama ha definito «una vera crisi umanitaria». La Casa Bianca sta cercando di fronteggiare il fenomeno con il lancio di nuovi provvedimenti per regolamentare l’immigrazione e contrastare la tratta di esseri umani.

«Non si può mandare indietro un bambino se non c’è nessuno ad accoglierlo – ha spiegato il vice presidente Joe Biden, durante un incontro in Guatemala con alcuni leader dell’America centrale – ma noi crediamo, e siamo tutti d’accordo, che sia necessario affidarli ai genitori nei Paesi di provenienza». Sul problema della gestione del flusso dei migranti è intervenuto anche Alejandro Mayorkas, vice segretario alla sicurezza nazionale: «Stiamo aumentando le risorse per rafforzare la nostra capacità di fermare individui e adulti con bambini per affidarli al sistema dei tribunali dell’immigrazione». La nuova ricetta della Casa Bianca prevede, tra l’altro, il dislocamento di giudici nelle aree di confine per velocizzare l’esame delle pratiche di richiesta di asilo. Sono previsti anche braccialetti elettronici per monitorare la situazione dei casi più delicati, ovvero per controllare che chi viene rilasciato non tenti di scappare dai centri di accoglienza.

La gravità della situazione dell’immigrazione negli Stati Uniti è confermata anche da recenti fatti di cronaca: una fossa comune di immigrati è stata scoperta due giorni fa in un cimitero del Texas meridionale. Una équipe di antropologi della Baylor University ha annunciato il ritrovamento. I resti dei migranti sono venuti alla luce nel Sacred Heart Burial Park di Falfurrias.

(Osservatore Romano)