Sbarchi: 2000 tra Calabria e Sicilia

Roma – Circa 2000 immigrati sono giunti ieri tra Calabria e Sicilia. Perdippiù con storie che colpiscono e feriscono, come la moglie che ha visto il marito risucchiato dal mare e una donna costretta a partorire in mezzo al Mediterraneo. La nave militare “Etna” in mattinata è giunta nel porto di Trapani con a bordo 1.171 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia nell’operazione “Mare Nostrum”. Tra gli stranieri, che provengono da Siria, Senegal, Togo e Nigeria, anche 87 minori e 193 donne, di cui due incinte. Solo 320 saranno ospitati in centri di accoglienza del Trapanese, il resto sarà smistato in altre strutture della Sicilia e del Centro Italia. Difficilmente in Calabria, perché sempre ieri nel porto di Reggio è giunta la nave appoggio della Marina, “San Giorgio”, carica di 1.023 migranti anche loro soccorsi nei giorni scorsi nel canale di Sicilia. A bordo pure il corpo di un migrante recuperato in mare. Un neonato di appena venti giorni è stato trasferito solo per precauzione in ospedale, dove sono finiti pure tre ustionati e una donna incinta al quarto mese che ha perso il marito, disperso in una delle traversate. Dieci persone sono state trovate affette da scabbia. Le prime a sbarcare sono state due donne: una era in procinto di partorire, la seconda aveva dato alla luce un bimbo solo pochi giorni fa in mezzo al mare e quindi aveva urgente bisogno di cure e assistenza medica. Con loro 141 minorenni e 84 donne. Particolare attenzione è stata riservata alle famiglie e ai minori non accompagnati, smistati in case famiglia e centri d’accoglienza. Sempre ieri, 116 migranti sono giunti nel porto di Crotone a bordo del mercantile “Alessandro Secondo”, anche loro dopo essere stati soccorsi in mare. Si tratta di 113 uomini e 3 donne originari del Mali, della Costa D’Avorio e del Senegal. (Avvenire)