Incontro tecnico tra Italia e Ue sull’emergenza migratoria

Roma – «Se finisse Mare Nostrum sarebbe un’ecatombe. Il mare non è una strada, dove se il pulmino ha fatto salire troppe persone si accosta ai lati e le fa scendere. In mare se scendi sei morto». Non lasciano spazio all’interpretazione le parole pronunciate dall’ammiraglio italiano, Giovanni Pettorino, in un colloquio pubblicato ieri sul quotidiano «Il Fatto». Parole pesanti, che mettono in risalto non soltanto tutta la gravità della situazione attuale, bensì l’urgenza di strategie condivise ed efficaci.
 
Ed è proprio allo studio di tali strategie che è dedicato l’incontro tecnico, ieri a Roma, nella sede della polizia dell’immigrazione e delle frontiere, tra i rappresentanti italiani e quelli della Commissione Ue. È noto che i rapporti tra Roma e Bruxelles su questo terreno non sono facili e che numerose polemiche hanno segnato le scorse settimane. Più volte il Governo italiano ha chiesto un maggiore coinvolgimento delle istituzioni europee, senza tuttavia mai ricevere risposte adeguate. Bruxelles ha bocciato con forza la proposta italiana di un rafforzamento di Mare Nostrum tramite Frontex (l’agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue con sede a Varsavia).
 
Ciò nonostante nessun piano alternativo di sostegno agli sforzi italiani è stato predisposto o anche solo ipotizzato: anche su questo punto la nuova Commissione Ue di Jean – Claude Juncker, che sarà presentata nel summit dei capi di Stato e di Governo dei Paesi europei nel fine settimana, sarà chiamata ad assumere posizioni più chiare e incisive.
 
L’obiettivo comune del vertice tecnico –  come spiegato dal portavoce del commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstroem – è quello di «identificare le modalità con cui meglio assistere l’Italia», alle prese con una criticità sempre più elevata: lo scorso fine settimana sono stati soccorsi quasi quattromila migranti a largo delle coste italiane. Circa 113.000 mila dall’inizio dell’operazione Mare Nostrum. «Metteremo a disposizione tutti i mezzi attualmente disponibili di Frontex per accompagnare gli sforzi italiani» ha detto il portavoce di Malmstroem. Una delle proposte cui si sta lavorando è il lancio di un’operazione Frontex Plus che faccia da complemento alla Mare Nostrum.
 
Intanto, sul terreno proseguono gli sbarchi. È salito da sei a 24 il bilancio delle vittime del naufragi dell’altra sera nel canale di Sicilia, dove un peschereccio carico di migranti si è rovesciato. E ieri mattina circa 480 migranti sono stati soccorsi nella stessa zona. (Osservatore Romano)