Città del Vaticano – Le migrazioni sono oggi “accompagnate” da un «impressionante» e triste elenco: «Abusi d’autorità e di ogni altro genere, violazione delle persone e dei loro diritti fondamentali, sfruttamento, estorsione, fame, rapina, furto, mutilazione, dolore, morte». Lo ha scritto il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i Migranti e gli itineranti, in una lettera inviata al vescovo di Tabasco (Messico), mons. Gerardo De Jesús Rojas López.
“Gli esodi che oggi sconvolgono diverse aree del mondo – ha aggiunto il porporato – sono aperta denuncia del declino delle istituzioni e, peggio, della perdita del senso autentico di umanità, dove l’iniqua distribuzione delle risorse e l’egoistico accaparramento dei beni sono diventati obiettivi prioritari rispetto alla risposta alle emergenze umanitarie”.
Il cardinale ricorda le situazioni più critiche a livello mondiale, menzionando anche i “20.000 migranti che sono morti cercando di attraversare il Mar Mediterraneo per raggiungere l’Unione Europea”.
Il card. Vegliò rilancia “con il Santo Padre” l’appello affinché si intensifichino “iniziative di preghiera per trovare le vie giuste che conducono alla pacifica convivenza dei popoli”; il “dialogo e il negoziato per fermare violenti e aggressori”; l’apertura “di canali umanitari per facilitare il soccorso ai rifugiati” e “l’adozione di opportune normative, locali e sovranazionali, che regolino i flussi migratori nel rispetto e nella promozione della dignità umana”.



