Roma – “Vogliamo vedere l’Europa casa dei popoli e delle Nazioni. Casa, non ‘albergo’ dove i più ricchi e potenti possono meglio alloggiare; casa rispettosa delle storie diverse, mano che accompagna, non che schiaccia arrogante e matrigna”. Lo ha detto questo pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo i lavorio del Consiglio Permanente che si svolgerà a Roma fino a mercoledì prossimo. “Una parola la dobbiamo dire sul momento sociale che viviamo.
È, come sempre – ha spiegato il porporato – una parola rispettosa che fa eco a quella moltitudine di voci e di cuori che con noi hanno la bontà di confidarsi. Fa eco alle innumerevoli porte aperte delle comunità cristiane, caritas, centri di ascolto, mense e dormitori, punti di ricupero da dipendenze vecchie e nuove, spazi di integrazione e di formazione per grandi e piccoli, cittadini italiani e immigrati che, come ondate di disperazione, per vivere affrontano anche il rischio di morire”.
Il presidente dei vescovi italiani ricorda che dall’inizio dell’anno “nonostante le coraggiose operazioni in atto”, sono morti nel Mediterraneo 1800 migranti. “Torniamo a chiederci, dov’è l’Europa? Come diceva il Santo Padre, dobbiamo dichiararla tristemente una ‘non-Europa? Non vorremmo mai questo”. L’Europa ha “un’origine cristiana: il Vangelo – ha detto il card. Bagnasco – ha fatto sintesi di ogni contributo ed ha ispirato una cultura umanistica ammirevole, patrimonio di cui ha bisogno l’intera umanità che, nonostante tutto, guarda ancora all’Europa con speranza”.
Prove di tale accoglienza si sono moltiplicate in questa difficile crisi migratoria in tante diocesi, parrocchie, congregazioni religiose, associazioni di volontariato e cooperative lungo tutto il nostro Paese. Un “supplemento di ospitalità” rilanciato insieme da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: sono state accolte ben 4.000 persone, tra cui minori non accompagnati. “Anche questa vicenda di ospitalità – ha detto il presidente della Cei – prova che la Chiesa è ‘esperta’ di umanità, come affermava Paolo VI nella sua storica visita all’ONU. E di questo umanesimo concreto faremo oggetto di preghiera, di riflessione, di esperienze, di prospettive pastorali e culturali, nel Convegno Ecclesiale di Firenze nel prossimo anno, di cui sta per essere pubblicato il documento preparatorio”.



