Salvataggi e naufragi

Palermo – A poche ore dalla chiusura dell’operazione Mare Nostrum, il Mediterraneo rischia di confermarsi ancora una volta come una grande fossa comune per un numero imprecisato di migranti. Continuano intanto i salvataggi in mare aperto da parte dei mezzi della Marina Militare e della Guardia costiera, che trasportano centinaia di persone nei porti siciliani e calabresi. Sono ancora in corso le ricerche dei migranti, forse una ventina, che risultano dispersi nel Canale di Sicilia, a largo della Libia, per il naufragio di un gommone diretto verso le coste italiane. A raccontare il tragico epilogo della traversata, dai contorni ancora indefiniti, sono stati altri 93 migranti tratti in salvo dalla Guardia costiera, i quali hanno riferito che sul gommone erano in 113. L’equipaggio della nave Fiorillo della Guardia costiera risulta impegnata nelle ricerche dei dispersi, coordinate dal comando generale di Roma delle Capitanerie di porto. Secondo quanto si è appreso, il gommone era stato segnalato dall’elicottero della nave San Giorgio della Marina Militare e in suo soccorso era giunta la nave Fiorillo, dove sono stati condotti a bordo i naufraghi che avrebbero raccontato uno scenario ben più tragico. Un’altra nave della Guardia costiera, invece, la Diciotti, ha prestato soccorso nel Canale di Sicilia ad altri 78 migranti diretti verso l’ Italia a bordo di un gommone in precarie condizioni di galleggiabilità. E un altro soccorso rocambolesco è avvenuto al largo di Lampedusa. Una migrante in precarie condizioni di salute è stata soccorsa dalla nave Fiorillo, mentre si trovava a bordo di un gommone in difficoltà con altri 87 migranti a sud-est di Lampedusa, poi un elicottero SH90 della nave anfibia San Giorgio è decollato con il team sanitario di bordo e, una volta giunto in prossimità della Fiorillo, ha effettuato l’evacuazione medica della donna tramite il verricello del velivolo. La donna è stata trasportata all’ospedale di Malta, dove è stata affidata alle cure del personale medico. Sempre ieri sono giunti a Messina 228 migranti, tra cui 17 donne e 20 bambini, di varia provenienza, recuperati a sud dell’sola di Malta dal mercantile Ocean Destiny battente bandiera di Singapore. Ma sin dai primi minuti dopo l’ingresso in porto della portacontainer, si è intuito che quello non sarebbe stato uno sbarco come gli altri. Giornalisti e cameramen sono stati tenuti molto lontani dalla banchina e sono scattati subito i protocolli anti-Ebola messi a punto dalla Regione siciliana. Nessun pericolo per la popolazione, hanno subito chiarito i medici e le autorità, anche perché i migranti non vengono direttamente dalla Liberia. Giungerà, invece, oggi a Reggio Calabria la nave Sfinge della Marina Militare con a bordo 250 migranti, siriani e palestinesi, soccorsi nelle ultime ore nel canale di Sicilia. Tra loro anche 42 donne e 51 minori. Non sono stati segnalati casi di emergenza sanitaria. La Prefettura di Reggio Calabria ha già attivato la sala operativa per il coordinamento delle operazioni di primo soccorso e accoglienza. (Turrisi – Avvenire)