Milano – La gestione dei flussi migratori nell’area del Mediterraneo e la tutela dei diritti umani dei rifugiati sono alcune delle nuove sfide che l’Europa dovrà affrontare sullo scacchiere internazionale. Sono questi o temi con cui si è aperta la prima sessione plenaria della Conferenza Internazionale Metropolis 2014, il Forum più importante a livello mondiale sull’Immigrazione, organizzato dalla Fondazione Ismu, in programma a Milano fino al 7 novembre.
Metropolis rappresenta in questo senso l’occasione non solo di un proficuo dibattito, ma anche l’opportunità di proporre possibili soluzioni per le istituzioni internazionali. Sandra Sarti (Deputy Chief of the cabinet of the minister, italian ministry of the interior) ha indicato in cinque punti le criticità più importanti su cui focalizzarsi: “E’ importante conoscere la storia della migrazione; la sicurezza e la dignità dei migranti deve essere una priorità. E’ necessario avviare un dialogo con i Paesi d’origine e affrontare il fenomeno in maniera corale (da Europa unita) e non sotto la pressione dell’emergenza. Infine, avviare una seria campagna di informazione”. Il tema è stato ripreso nel corso della conferenza da Philippe Fargues (Migration Policy Centre at the Europian University Institute), che ha sottolineato soprattutto come sia cambiato drasticamente il rapporto con alcuni paesi nel corso dei soli ultimi mesi, facendo riferimento ai casi più eclatanti della Siria (e del così detto Stato Islamico) e della Libia (dove ieri si dialogava col dittatore Gheddafi e ora non esiste un interlocutore credibile). Infine il direttore della Protezione Internazionale Unhcr, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Volker Turk è intervenuto spiegando che “le migrazioni via mare sono certamente le più visibili, ma sono solo una parte del problema”, e che c’è una componente sempre più importante di migrazione forzata (“rifugiati politici”). Per Laura Corrado (DG Home Affairs, European Commission) “l’immigrazione è una sfida per l’Europa”.
La seconda conferenza plenaria di Metropolis 2014 ha preso in considerazione le sfide che i migranti irregolari pongono per le città e i governi nazionali. E’ stata sottolineata l’importanza di integrare l’erogazione dei servizi con la necessità di ridefinire i controlli sull’immigrazione. Dalla sanità all’istruzione, passando per la protezione delle vittime di reato, la gestione dei flussi migratori pone diverse questioni alle governance locali e nazionali. La conferenza si è aperta con l’intervento di Sarah Spencer (Oxford University) che ha presentato i dati della sua ricerca sul modello UK in rapporto ad alcuni stati del Nord Europa, tra i quali Svezia, Danimarca e Germania. Eva Millona, rappresentante della Massachussets Immigrant and Refugee Advocacy Coalition, ha focalizzato l’attenzione sugli Stati Uniti e sulle peculiarità del modello federale in relazione alle procedure di regolarizzazione dei migranti. Nell’intervento conclusivo il sociologo Maurizio Ambrosini, tra gli esperti della Fondazione Ismu, ha parlato del sistema italiano e delle sue particolarità, distinguendo tra la realtà e la retorica sui flussi migratori. “L’Italia è il Paese dell’Unione Europea che ha garantito il più alto numero di regolarizzazioni, attraverso sette amnistie in 25 anni e altre forme di regolarizzazioni nascoste”, ha spiegato Ambrosini, “il problema dell’Italia riguarda le zone d’ombra che impediscono di dare una definizione precisa di migrante irregolare”. Il messaggio conclusivo emerso dalla conferenza è che il problema della regolarizzazione dei migranti non può riguardare solo i governi nazionali ma deve coinvolgere anche le istituzioni locali, a partire dai singoli cittadini.
Metropolis rappresenta in questo senso l’occasione non solo di un proficuo dibattito, ma anche l’opportunità di proporre possibili soluzioni per le istituzioni internazionali. Sandra Sarti (Deputy Chief of the cabinet of the minister, italian ministry of the interior) ha indicato in cinque punti le criticità più importanti su cui focalizzarsi: “E’ importante conoscere la storia della migrazione; la sicurezza e la dignità dei migranti deve essere una priorità. E’ necessario avviare un dialogo con i Paesi d’origine e affrontare il fenomeno in maniera corale (da Europa unita) e non sotto la pressione dell’emergenza. Infine, avviare una seria campagna di informazione”. Il tema è stato ripreso nel corso della conferenza da Philippe Fargues (Migration Policy Centre at the Europian University Institute), che ha sottolineato soprattutto come sia cambiato drasticamente il rapporto con alcuni paesi nel corso dei soli ultimi mesi, facendo riferimento ai casi più eclatanti della Siria (e del così detto Stato Islamico) e della Libia (dove ieri si dialogava col dittatore Gheddafi e ora non esiste un interlocutore credibile). Infine il direttore della Protezione Internazionale Unhcr, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Volker Turk è intervenuto spiegando che “le migrazioni via mare sono certamente le più visibili, ma sono solo una parte del problema”, e che c’è una componente sempre più importante di migrazione forzata (“rifugiati politici”). Per Laura Corrado (DG Home Affairs, European Commission) “l’immigrazione è una sfida per l’Europa”.
La seconda conferenza plenaria di Metropolis 2014 ha preso in considerazione le sfide che i migranti irregolari pongono per le città e i governi nazionali. E’ stata sottolineata l’importanza di integrare l’erogazione dei servizi con la necessità di ridefinire i controlli sull’immigrazione. Dalla sanità all’istruzione, passando per la protezione delle vittime di reato, la gestione dei flussi migratori pone diverse questioni alle governance locali e nazionali. La conferenza si è aperta con l’intervento di Sarah Spencer (Oxford University) che ha presentato i dati della sua ricerca sul modello UK in rapporto ad alcuni stati del Nord Europa, tra i quali Svezia, Danimarca e Germania. Eva Millona, rappresentante della Massachussets Immigrant and Refugee Advocacy Coalition, ha focalizzato l’attenzione sugli Stati Uniti e sulle peculiarità del modello federale in relazione alle procedure di regolarizzazione dei migranti. Nell’intervento conclusivo il sociologo Maurizio Ambrosini, tra gli esperti della Fondazione Ismu, ha parlato del sistema italiano e delle sue particolarità, distinguendo tra la realtà e la retorica sui flussi migratori. “L’Italia è il Paese dell’Unione Europea che ha garantito il più alto numero di regolarizzazioni, attraverso sette amnistie in 25 anni e altre forme di regolarizzazioni nascoste”, ha spiegato Ambrosini, “il problema dell’Italia riguarda le zone d’ombra che impediscono di dare una definizione precisa di migrante irregolare”. Il messaggio conclusivo emerso dalla conferenza è che il problema della regolarizzazione dei migranti non può riguardare solo i governi nazionali ma deve coinvolgere anche le istituzioni locali, a partire dai singoli cittadini.



