Centro Astalli: un colloquio sui rifugiati

Roma – In occasione del XXXIV anniversario della nascita del Servizio dei Gesuiti  per i Rifugiati JRS Internazionale e Centro Astalli promuovono un incontro sul tema “Le frontiere dell’ospitalità”, giovedì 20 novembre alle ore 17.00 presso la Curia generalizia della Compagnia del Gesù – (Borgo S. Spirito, 4) a Roma.
P. Adolfo Nicolás, preposito generale della Compagnia di Gesù colloquierà sulle sfide dell’accoglienza dei rifugiati con P. Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
Sarà l’occasione per declinare il concetto di accoglienza, frontiera ed asilo. L’incontro si tiene in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, pertanto spazio verrà dedicato all’educazione dei minori rifugiati, uno dei principali campi d’azione per il lavoro del JRS nel mondo.
Il colloquio, introdotto dai saluti di P. Peter Balleis, direttore JRS Internazionale e P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, vedrà anche la testimonianza di Tareq Al Jabr, rifugiato siriano che vive in Italia e di P. Mourad Abu Seif sj, gesuita di Aleppo, che racconteranno la guerra che sta martoriando la Siria e la sua gente.
 “Fuggiti da persecuzioni e violenze, i rifugiati – sottolinea P. Peter Balleis –  cercano sicurezza e accoglienza che consenta loro e a chi li accoglie di costruire un futuro comune. Oltre 30 anni d’esperienza ci hanno mostrato che l’ospitalità rende tutto ciò possibile. Parliamo di ospitalità concreta, che garantisca cibo, alloggio, istruzione. È attraverso l’istruzione che i giovani rifugiati possono aspirare alle medesime opportunità offerte agli altri, contribuire alla costruzione di comunità di pace e rispetto per le diversità”.
Per P. Camillo Ripamonti i rifugiati oggi affrontano viaggi “pieni di pericoli per giungere in Europa. Rischiano la vita per esercitare il diritto ad una vita degna e libera in contesti di pace e di democrazia. Mettiamo al bando inutili paure e accogliamo chi chiede protezione perché in fuga da guerre e persecuzioni. L’Europa sia terra d’asilo. Il Mediterraneo torni ad essere mare d’Europa, mare che unisce popoli e culture”.