Strasburgo – Una delle malattie più diffuse oggi in Europa è la “solitudine, propria di chi è privo di legami”. La si vede particolarmente negli anziani, nei giovani, nei numerosi poveri e “negli occhi smarriti dei migranti che sono venuti qui in cerca di un futuro migliore”. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco parlando davanti al Parlamento Europeo durante il suo viaggio a Strasburgo. Un viaggio di un solo giorno per parlare agli Eurodeputati e al Consiglio d’Europa. Arrivato intorno alle 10 il pontefice è entrato nell’emiciclo del Parlamento intorno alle 11,00 accolto dall’applauso dei deputati europei. Nel sottolineare che l’Europa è “una famiglia di popoli” e nel ribadire la “centralità della persona umana” ha evidenziato che oggi “è necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si può tollerare – ha detto – che il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero! Sui barconi che giungono quotidianamente sulle coste europee ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto. L’assenza di un sostegno reciproco all’interno dell’Unione Europea rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignità umana degli immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali”. Per Papa Francesco l’Europa sarà in grado di far fronte alle problematiche connesse all’immigrazione “se saprà proporre con chiarezza la propria identità culturale e mettere in atto legislazioni adeguate che sappiano allo stesso tempo tutelare i diritti dei cittadini europei e garantire l’accoglienza dei migranti; se saprà adottare politiche corrette, coraggiose e concrete che aiutino i loro Paesi di origine nello sviluppo socio-politico e nel superamento dei conflitti interni – causa principale di tale fenomeno – invece delle politiche di interesse che aumentano e alimentano tali conflitti. È necessario agire sulle cause e non solo sugli effetti”. (R.Iaria)



