Roma – Le religioni insieme contro il traffico di esseri umani. Di ritorno dal viaggio in Turchia – dove ha incontrato esponenti ortodossi, musulmani ed ebrei – papa Francesco compie un altro passo nel percorso di collaborazione con le altre confessioni religiose in difesa della dignità umana. Oggi infatti firmerà in Vaticano, insieme ai rappresentanti delle altre religioni mondiali – anglicani, ortodossi, buddisti, indù, ebrei e musulmani – una dichiarazione comune per l’impegno delle fedi all’eliminazione entro il 2020 della schiavitù moderna e della tratta. La storica iniziativa è promossa a nome di papa Francesco e del primate anglicano Welby, in occasione della Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù, dalla Global Freedom Network (Gfn), la rete mondiale basata sulla religione con lo scopo di debellare la tratta in tutto il mondo, presentata il 17 marzo scorso in Vaticano. Le firme dell’impegno comune verranno apposte in una cerimonia ufficiale alle 11.15 nella Casina Pio IV, in Vaticano, sede della Pontificia Accademia delle Scienze. L’evento sarà ripreso in diretta dal Centro Televisivo Vaticano. Proprio il cancelliere dell’Accademia, il vescovo mons. Marcelo Sànchez Sorondo, il 15 novembre aveva promosso un simposio internazionale contro la tratta. Indicando come esempio le legislazioni di Svezia e Norvegia che, colpendo i consumatori, hanno efficacemente ridotto lo sfruttamento delle persone prostituite dalla criminalità. E oggi è la prima volta che i leader della Chiesa cattolica, anglicani e ortodossi, buddisti, indù, ebrei e musulmani, si impegnano insieme contro la schiavitù. Nella dichiarazione comune il Papa e gli altri leader religiosi sottolineano che la tratta di esseri umani, finalizzata al lavoro forzato, alla prostituzione e al traffico di organi, è un crimine contro l’umanità e dev’essere riconosciuta da tutte le nazioni. Un impegno che dovrà ispirare l’azione sia spirituale che pratica di tutte le confessioni. I firmatari del documento saranno: per la Chiesa cattolica papa Francesco; per gli anglicani l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby; un rappresentante indù e due buddisti, tra cui il sommo sacerdote della Malaysia; per l’ebraismo il rabbino capo David Rosen e l’altro rabbino Abraham Skorka, vecchio amico di papa Bergoglio; per gli ortodossi, in rappresentanza del patriarca ecumenico Bartolomeo, incontrato dal Papa a Istanbul, il metropolita Emmanuel di Francia; per i musulmani, il sottosegretario di Al-Azhar Abbas Abdalla Abbas Soliman in rappresentanza del grande imam Mohamed Ahmed El-Tayeb, e i grandi Ayatollah Mohammad Taqi al-Modarresi e Sheikh Basheer Hussain al Najafi (rappresentato dal consigliere speciale Sheikh Naziyah Razzaq Jaafar), oltre all’argentino Sheikh Omar Abboud, anch’egli amico di papa Francesco. Presenzieranno numerosi leader di organizzazioni internazionali, tra cui Andrew Forrest della Walk Free Foundation, partner di Gfn, organizzazioni della società civile e imprese. Al tema il Papa dedicherà anche il Messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace, sotto il titolo “non più schiavi ma fratelli”. (L.Liverani – Avvenire)



