Livorno: figuranti africani nel Presepe vivente dei padri Trinitari di San Ferdinando

Livorno – Un Presepe vivente nel segno della solidarietà verso i migranti, quello presentato nei giorni scorsi nella chiesa di San Ferdinando a Livorno. Ad organizzare l’ormai decennale rappresentazione del Comitato Crocetta in festa è Gabriella Lunardi, con un gruppo di stretti collaboratori. Quest’anno oltre alle numerose comparse “nostrane”, circa una sessantina fra angioletti, pastori, re Magi, re Erode, oltre a Maria e Giuseppe, sono stati inseriti quattro figuranti provenienti dall’Africa e che da alcuni mesi su disposizione della Prefettura, assieme ad altri loro connazionali, sono alloggiati presso l’ex collegio dei Padri Trinitari attiguo alla chiesa. I quattro giovani hanno indossato rispettivamente i panni di Baldassarre il re Magio con l’incenso, mentre gli altri tre hanno fatto l’ingresso nella ristrutturata navata, con catene che legavano loro mani e piedi, rappresentando gli schiavi cristiani che Giovanni De Matha, fondatore dei padri trinitari, andava in giro per il mondo a liberare pagandone i riscatti. “La presenza dei migranti alla partecipazione del Presepe vivente – ha fatto sapere il parroco padre Emilio Kolaczyk che è anche responsabile dell’Ufficio Migrantes della diocesi livornese – ha voluto essere un segnale di apertura per una loro più facile integrazione nella nostra comunità, rendendoli oggi protagonisti alla pari di tutti gli altri figuranti”. Più che soddisfatta al termine della rappresentazione, Gabriella Lunardi, che oltre ad aver curato la scenografia e la regia, si è esibita anche come voce solista in una dolce ninna nanna. Questa scenografia, pur rappresentando un fatto lontano più di duemila anni, è sempre ricca di nuova vitalità…. “Si – risponde – ogni anno cerchiamo di arricchire con nuovi particolari quello che è il semplice racconto dell’evento e la novità di quest’anno, la presenza dei nord africani, ha voluto essere un messaggio di accoglienza verso tutti i popoli e l’averlo lanciato davanti al bambinello, assume un profondo significato di fratellanza universale, come spesso ci ricorda Papa Francesco”. A fungere da colonna sonora alla serata , la Corale polifonica Giovanni Sedda dell’Associazione Culturale Sarda che ha eseguito canti natalizi. (Roberto Olivato)