Reggio Calabria: la GMM in diocesi

Reggio Calabria – La Giornata, stabilita da San Pio X oltre un secolo fa, quando era in fase di esplosiva espansione l’emigrazione italiana, viene ora celebrata la seconda domenica dopo l’Epifania, che quest’anno ricorre il 18 gennaio. E’ un evento che impegna tutto il mondo cattolico, tutte le diocesi e le singole parrocchie allo stesso modo della Giornata Missionaria; ci si attende che l’attenzione alla Giornata venga richiamata almeno nella preghiera dei fedeli e con l’esposizione del manifesto che porta evidenziato il tema proposto dal Santo Padre: “Chiesa senza frontiere, Madre di tutti”. Se ne prevede il tradizionale svolgimento, con la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo mons. Giuseppe Fiorini Morosini alle ore 17.00 a S. Agostino e animata dalle diverse comunità etniche; sarà pure allestita in Piazza Duomo una mostra illustrativa del fenomeno migratorio. Ma vanno segnalate altre tre peculiarità che in qualche modo distinguono questa Giornata dalle precedenti. Anzitutto quella parola “frontiere”, così bene evidenziata nel poster illustrativo, parola così spesso ripetuta da Papa Francesco, anche perché ne evoca diverse altre di segno negativo, come “periferie”, “scarto”, “globalizzazione dell’indifferenza e del rifiuto”; e in prima fila fra questa gente poste ai margini della società ci sono gli immigrati. “Non di rado – egli avverte nel suo messaggio per la Giornata – questi movimenti migratori suscitano diffidenze e ostilità, anche nelle comunità ecclesiali, e torna accoratamente a denunciare “la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore”. Tanti però, sono ancora sue parole, vanno oltre ogni frontiera e “mettono il loro lavoro e le loro energie al servizio di quanti cercano con l’emigrazione una vita migliore”. Dunque “alla globalizzazione del fenomeno migratorio” il Papa si aspetta che si risponda “con la globalizzazione della carità e della cooperazione”. Ha una peculiare attualità quest’anno la Giornata anche perché siamo all’indomani di quell’ irresistibile flusso di gente disperata che si è riversata sull’Europa, in particolare sull’Italia, dall’altra sponda del Mediterraneo, in fuga dai loro Paesi dove violenze e disordini di ogni genere mettono a rischio la stessa sopravvivenza di un incalcolabile numero di uomini, donne, bambini; vi allude anche il Messaggio là dove dice che “un gran numero di persone lascia i luoghi di origine e intraprende il rischioso viaggio della speranza con un bagaglio pieno di desideri e di paure, alla ricerca di condizioni di vita più umane”. Lo scorso anno in 170.000 hanno raggiunto le coste italiane con i loro barconi fatiscenti (oltre 3400 invece, secondo i dati dell’ONU, sono stati i naufraghi inghiottiti per sempre dal mare) o sono stati tratti in salvo fuori delle acque territoriali grazie all’Operazione Mare Nostrum della marina militare italiana; di questi oltre 15.000 sono approdati al porto di Reggio Calabria in 28 sbarchi succedutisi a ritmo incalzante nei mesi estivi con uno strascico fino ad autunno inoltrato. Torniamo al Messaggio di Papa Francesco: “Gesù Cristo è sempre in attesa di essere riconosciuto nei migranti, nei rifugiati e negli esuli, ed anche in questo modo ci chiama a condividere le risorse, talvolta a rinunciare a qualcosa del nostro acquisito interesse”: per tutti questi mesi queste parole sono state il programma di azione del Comitato ecclesiale di Pronto Intervento, che è partito dalla spontanea iniziativa di alcuni gruppi di ispirazione cristiana e che ha man mano aggregato un numero sempre crescente di collaboratori. Essi, in questi mesi di relativa stasi quanto a sbarchi, sono ancora impegnati. Non ci auguriamo che si ripetano gli esodi del 2014, ma realisticamente ci si tiene pronti perché eventuali ma probabili nuovi sbarchi ci trovino pronti per le nuove emergenze. Altra novità della Giornata è la croce di legno, già inviata a S. Agostino da Lampedusa, ricavata dai rottami dei barconi sbattuti contro gli scogli dell’isola. Di questa Giornata rimarrà così un ricordo vivo per tutto il corso dell’anno, ben disponibili a portarlo anche alle parrocchie che ne facessero richiesta. (Bruno Mioli)