Macerata: la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di domenica

Macerata – L’esperienza “Chiesa senza frontiere: madre di tutti” è il tema scelto dal Papa per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che – a livello ecclesiale – sarà celebrata domenica 18 gennaio. Così come Gesù ha espresso la sua vicinanza verso i più vulnerabili e gli emarginati, così la Chiesa senza frontiere diffonde nel mondo la cultura dell’accoglienza e della solidarietà verso i poveri e gli abbandonati. Come ha sostenuto il Santo Padre, “tra di essi rientrano certamente i migranti e i rifugiati, i quali cercano di lasciarsi alle spalle dure condizioni di vita e pericoli di ogni sorta”. Viviamo in un’epoca di forti mutamenti migratori i quali spesso, purtroppo, suscitano diffidenze, ostilità e pregiudizi. È dunque necessario che la Chiesa, le Istituzioni, gli Stati e le Organizzazioni internazionali collaborino facendosi promotori della cultura dell’incontro, del rispetto delle diversità, avviando la condivisione di culture differenti. Diversi sono gli eventi preparatori organizzati alla vigilia della ricorrenza, con lo scopo di ascoltare la voce dei migranti e, soprattutto, di favorire la conoscenza reciproca con la popolazione locale favorendo così l’integrazione. In tal senso, particolarmente significativi sono stati gli incontri di ieri, giovedì 15, con la testimonianza del prof. Massimiliano Palombi presso il Teatro Don Bosco di Macerata, e domenica 18 gennaio, all’Istituto Salesiano, con la tavola rotonda “Umanità senza frontiere”, il pranzo condiviso con piatti tipici di Nazioni diverse, il momento di festa e folklore internazionale e, infine, la S. Messa, che verrà presieduta da mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia, con l‘animazione da parte delle nazionalità presenti. “La Chiesa senza frontiere, madre di tutti, diffonde nel mondo la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, secondo la quale – si legge nel testo del Messaggio promulgato per la giornata 2015 – nessuno va considerato inutile, fuori posto o da scartare. Se vive effettivamente la sua maternità, la comunità cristiana nutre, orienta e indica la strada, accompagna con pazienza, si fa vicina nella preghiera e nelle opere di misericordia. Oggi tutto questo – prosegue ancora il testo – assume un significato particolare. Infatti, in un’epoca di così vaste migrazioni, un gran numero di persone lascia i luoghi d’origine e intraprende il rischioso viaggio della speranza con un bagaglio pieno di desideri e di paure, alla ricerca di condizioni di vita più umane. Non di rado, però, questi movimenti migratori suscitano diffidenze e ostilità, anche nelle comunità ecclesiali, prima ancora che si conoscano le storie di vita, di persecuzione o di miseria delle persone coinvolte. In tal caso, sospetti e pregiudizi si pongono in conflitto con il comandamento biblico di accogliere con rispetto e solidarietà lo straniero bisognoso”. Com’è proprio del suo stile, papa Francesco non fa comunque mancare parole di speranza ai migranti che oggi vivono condizioni sempre più disagiate, rivolgendo loro un augurio: “Voi avete un posto speciale nel cuore della Chiesa, e la aiutate ad allargare le dimensioni del suo cuore per manifestare la sua maternità verso l’intera famiglia umana. Non perdete la vostra fiducia e la vostra speranza! Pensiamo alla santa Famiglia esule in Egitto: come nel cuore materno della Vergine Maria e in quello premuroso di san Giuseppe si è conservata la fiducia che Dio mai abbandona, così in voi non manchi la stessa fiducia nel Signore”. (Emmaus)