Milano – I soccorritori maltesi sono apparsi subito molto provati a causa di un viaggio caratterizzato da freddo, difficili condizioni del mare e assenza di acqua. In otto sono stati condotti in ospedale a La Valletta, uno è deceduto a poche ore dal ricovero, tre si trovano in condizioni critiche per la forte disidratazione. Erano un centinaio alla partenza, venti non avrebbero resistito al viaggio. L’assenza dei loro corpi al momento del salvataggio fa pensare che siano stati gettati in mare, circostanza resa nota con un tweet dal primo ministro maltese Joseph Muscat durante le prime operazioni di soccorso. A raccontare subito dei compagni deceduti sono stati gli 87 sopravvissuti, salvati ieri mattina a poche miglia dalle coste nord ovest di Malta mentre navigavano alla deriva su un gommone partito dalla Libia diversi giorni prima. Un gruppo di soli uomini, provenienti da Burkina Faso, Mali, Ghana e Costa d’Avorio, avvistati da una motovedetta delle Forze armate maltesi nelle prime ore della mattina e trasportati al porto militare di Haywharf a La Valletta, dove sono stati accolti dal personale militare. Uno sbarco ritardato di tre ore a causa dei tempi previsti per l’allestimento della tenda di decontaminazione per la gestione dell’emergenza Ebola e l’arrivo di un’equipe sanitaria specializzata, procedura attivata sull’isola per la prima volta in occasione di uno sbarco. Il responsabile dell’unità specializzata per l’emergenza Ebola Charles Azzopardi Mallia ha precisato che anche se la percentuale di rischio sia risultata estremamente bassa, è stato necessario prendere tutte le precauzioni per la presenza di un migrante proveniente dalla Guinea e che i primi test effettuati sui migranti risultano negativi. Intanto gli altri 84 migranti sono stati condotti a bordo di 4 autobus al centro di detenzione della caserma di Safi, dove saranno comunque tenuti in quarantena, sotto stretto controllo dell’autorità sanitaria. Il salvataggio è il primo dopo diversi mesi per le autorità di Malta ed è avvenuto in un momento in cui sono solo 29 i migranti ancora presenti nei centri detentivi dell’isola. Subito dopo il soccorso del gommone, sono state inviate altre navi di pattugliamento per l’individuazione degli eventuali dispersi. Tutte le operazioni sono state effettuate in coordinamento con la Guardia Costiera Italiana, la quale ieri ha gestito l’arrivo di un’altra imbarcazione partita sempre dalle coste libiche, soccorsa nella serata di mercoledì. 70 migranti, di cui 3 donne, sono stati messi in salvo dopo la chiamata di soccorso effettuata con un telefono satellitare e nella quale si riferiva di un barcone a largo in difficoltà. Sul posto è intervenuto un mercantile che ha provveduto al trasbordo dei migranti, poi trasferiti su due motovedette trasportati a Lampedusa. (Sara Lucaroni)



