27 gennaio: una Giornata per una Chiesa e un mondo “senza frontiere”

Roma – “Se il mondo non cambia adesso, se il mondo non apre porte e finestre, se non costruisce la pace – la pace vera! – affinché i miei pronipoti (il quarto nascerà fra alcuni mesi) abbiano una chance a vivere in questo mondo, allora non so spiegarmi il perché sono sopravissuta ad Auschwitz, Bergen-Belsen e Ravensbrück”. Sono le parole finali della testimonianza che Ceija Stoika – rom deportata con la famiglia all’età di 9 anni – ha dato nell’incontro del mondo rom con Papa Benedetto XVI nel 2011. “Mai come oggi, mentre la violenza terroristica fa crescere le discriminazioni e le divisioni – ricorda monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes – la Giornata della memoria, che si celebra domani, 27 gennaio, diventa l’occasione per ribadire ancora, come ha fatto Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato e come indicano i Vescovi italiani nella traccia in preparazione al Convegno ecclesiale di Firenze, la necessità di considerare la frontiera non come un muro ma come una strada per l’impegno sociale della Chiesa e il superamento delle frontiere come un’opportunità per costruire pace e sicurezza. E’ un impegno doveroso – conclude mons. Perego -, nella memoria di chi, come Ceija Stoika, ha sofferto e per le migliaia di persone che hanno dato la vita per un mondo riconciliato”.