Papa Francesco: “nostre comunità isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza”.

Città del Vaticano – “L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano”. Lo scrive Papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima presentato in Vaticano sul tema “Rinfrancate i vostri cuori”, tratto dal cap. 5 della lettera di Giacomo. Per il Papa il popolo di Dio ha bisogno di rinnovamento per “non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso”. Nel messaggio il pontefice auspica che “i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza”. Per non essere tentati anche noi dall’indifferenza Papa Francesco invita alla preghiera “nella comunione della Chiesa terrena e celeste”. Da qui l’auspicio che l’iniziativa “24 ore per il Signore”, si “celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo”. In secondo luogo, “possiamo aiutare con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa. La Quaresima – scrive Papa Francesco – è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità”. In terzo luogo “la sofferenza dell’altro costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora – spiega – confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio. E potremo resistere alla tentazione diabolica che ci fa credere di poter salvarci e salvare il mondo da soli. Per superare l’indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza, vorrei chiedere a tutti di vivere – conclude – questo tempo di Quaresima come un percorso di formazione del cuore, come ebbe a dire Benedetto XVI. Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio. Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro”.