Belluno – Su forte sollecito di papa Francesco, domenica prossima, 8 febbraio, in tutta la Chiesa cattolica si celebrerà la «Prima giornata di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone». È stata scelta questa data in quanto in questo giorno la liturgia celebra nella memoria liturgica santa Bakhita, schiava sudanese, poi liberata e divenuta religiosa, proclamata santa nel 2000.
La promozione e l’organizzazione della giornata è stata affidata all’organismo che coordina gli Istituti religiosi, Unione dei superiori e delle superiori generali e con il coinvolgimento della Congregazione per i religiosi, del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace. Anche la diocesi di Belluno-Feltre, con il vescovo mons. Giuseppe Andrich, aderirà a questa proposta.
La prima idea di celebrare una giornata nasce dal mondo della vita consacrata femminile, dalle suore, che sono in prima linea accanto alle persone vittime della tratta in tutte le parti del mondo.
La tratta delle persone è un crimine contro l’umanità che coinvolge nel mondo milioni di persone. I traffici illeciti tra i quali possono essere ricordati: lavoro forzato, sfruttamento sessuale, espianto di organi, accattonaggio forzato, matrimonio forzato, adozione illegale, a detta degli esperti coinvolge più di 21 milioni di vittime. Questo fenomeno di violenza e ingiustizia coinvolge, secondo dati Onu, 152 Paesi di origine e 124 Paesi di destinazione. Anche l’Italia è coinvolta in questo drammatico fenomeno.



