6 Febbraio 2015 09:38
Rom e Sinti: una lettera ai media italiani Roma – “Vogliamo esprimervi una sensazione che stiamo vivendo in questo periodo, la sensazione si chiama ‘paura’. Sì paura, perché sono giorni, forse oramai mesi, che tv e giornali ci bombardano con messaggi che sostanzialmente dicono: ‘i Rom e i Sinti rubano, sono tutti delinquenti, vogliono vivere ai margini della società in baracche fatiscenti, non vogliono lavorare e nessuno di loro vuole studiare, ecc.’” E’ quanto scrivono in una lettera ai media italiani un gruppo di giovani Rom e Sinti: “alcuni di noi sono italiani, altri provengono da vari paesi europei, altri ancora sono nati in Italia ma di fatto sono sempre stranieri grazie all’accoglienza burocratica del nostro paese”. “Tutti noi – affermano – crediamo nell’onestà, nella giustizia, nei diritti e nei doveri di ogni essere umano; noi ci stiamo impegnando e formando come attivisti per dare voce al nostro popolo, fin ora rimasto legato e imbavagliato”. I giovani firmatari della missiva “mettendosi nei panni di “chi non sa niente di questo antichissimo popolo, inizieremmo a crederci e inizieremmo a non volerli più nella nostra Italia. E se fossimo bambini, che cosa impareremmo? Sicuramente, con un germoglio di odio nel cuore così potente e annaffiato bene tutti i giorni, da grande non solo odieremmo i Rom e i Sinti, ma saremo pronti a ucciderli, non per cattiveria ma per difenderci e per difendere la ‘nostra’ Italia dai cattivi e sporchi Rom e Sinti”. I firmatari sono preoccupati che “questi ragazzi, e alcune persone per bene, gradualmente assimilino questi gravi concetti e che da un semplice pregiudizio cresca nel cuore della gente l’odio. Questo è un fatto grave, che non deve succedere, sarebbe da irresponsabili non fermarlo” Da qui la richiesta a tutti i professionisti della comunicazione, di “non macchiarsi di questa grave colpa, di non essere complici e artefici dell’istigazione all’odio, della paura e della distanza tra la gente. “Chiediamo – concludono – di non essere usati dai vari politici nelle loro finte campagne elettorali, ma chiediamo a loro di agire insieme a ‘noi’ Rom e Sinti per politiche di vera inclusione sociale compartecipata!”.
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