Acli: cordoglio per le nuove vittime del mare

Roma – La conta dei migranti morti nel Mediterraneo è “tristemente ripresa”, avvalorando la tesi che la fine della missione Mare Nostrum “avrebbe abbandonato in mare migliaia di donne, di uomini e di bambini”. Questa emergenza umanitaria costituita da schiere di persone e famiglie in fuga dalla guerra e dalla miseria, deve vedere, come ha chiesto il presidente della Repubblica Mattarella, nel suo primo discorso al Parlamento, “l’Unione Europea più attenta, impegnata e solidale”. Ma le nuove regole europee che assegnano a Frontex e Triton il ruolo di pattugliamento delle coste, hanno – scrivono in una nota le Acli –  raccolto il “loro primo risultato: 29 vite umane, questa volta morte non per annegamento, ma per ipotermia. A nulla – prosegue la nota – sono servite le denunce che avevano ampiamente segnalato l’insufficienza della nuova missione europea limitata per mezzi e per raggio di intervento. Già dimenticate persino le parole di Papa Francesco che gridò vergogna di fronte all’ennesima strage di migranti sulle spiagge di Lampedusa”.
“Purtroppo – dichiara Antonio Russo, responsabile nazionale dell’Ufficio immigrazione delle Acli – – occorre registrare che nell’Europa che protegge i confini, si muore di freddo e per mancanza di soccorso. Il governo italiano dia un esempio di civiltà e di solidarietà a chi fugge da guerre e persecuzioni, ripristinando al più presto la missione Mare Nostrum e riprendendo a salvare vite umane”.