Centro Astalli: occorrono canali umanitari sicuri per evitare le tragedie

Roma – “Ancora una volta, attoniti davanti all’orrore, ci troviamo a chiedere la creazione immediata di canali umanitari sicuri che evitino a uomini e donne in fuga da guerre e persecuzioni di rischiare la vita affidandosi a trafficanti di essere umani”. E’ quanto afferma P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, dopo la morte di 29 migranti nel Mediterraneo. Per il Centro dei gesuiti “sono sempre più urgenti soluzioni efficaci che assicurino l’incolumità dei rifugiati”
“Mentre il dibattito tra Stati e Istituzioni europee continua ad essere sempre più incentrato su questioni prettamente economiche e finanziarie, la vita e i diritti dei migranti vengono regolarmente messi in secondo piano. Ma noi non vogliamo e non possiamo accettare che il Mediterraneo continui a essere un cimitero, spiega il religioso. 
Dopo un anno in cui l’Italia si è  adoperata per salvare migliaia di vite umane nel Mediterraneo, l’operazione Mare Nostrum è stata interrotta. L’operazione Triton che è subentrata  – sottolinea – ha “un raggio di azione molto più ridotto e il suo obiettivo primario è quello di controllare le frontiere esterne dell’Unione”. Per Ripamonti “è necessario intensificare gli sforzi, sul piano operativo ma anche normativo, per consentire ai rifugiati di arrivare in sicurezza, fermando le stragi alle frontiere e ponendo fine alla piaga del traffico di esseri umani”.