Città del Vaticano – “Quella cardinalizia è certamente una dignità, ma non è onorifica”. Ad affermarlo, ad inizio della sua omelia in occasione del Concistoro per la creazione di nuovi cardinali spiegando che il termine, che evoca il “cardine” non è qualcosa di “accessorio, di decorativo, che faccia pensare a una onorificenza, ma un perno, un punto di appoggio e di movimento essenziale per la vita della comunità”. “Voi siete cardini – ha detto – siete incardinati nella Chiesa di Roma, che ìpresiede nella carità’”.
Il cardinale è uomo di carità: nella chiesa ogni presidenza proviene dalla Carità, deve esercitarsi nella carità e ha come fine la carità” ha detto il pontefice che ha poi parlato dell’invidia come tentazione per tutti da combattere e del perdono: “perdonare sempre; dare sempre fiducia, perché piene di fede in Dio; capaci di infondere sempre speranza, perché piene di speranza in Dio; persone che sanno sopportare con pazienza ogni situazione e ogni fratello e sorella, in unione con Gesù, che ha sopportato con amore il peso di tutti i nostri peccati”.“Dio – ha poi spiegato – è amore e compie tutto questo, se siamo docili all’azione del suo Santo Spirito. Ecco allora come dobbiamo essere: incardinati e docili. Più veniamo incardinati nella Chiesa che è in Roma e più dobbiamo diventare docili allo Spirito, perché la carità possa dare forma e senso a tutto ciò che siamo e che facciamo. Incardinati nella Chiesa che presiede nella carità, docili allo Spirito Santo che riversa nei nostri cuori l’amore di Dio (cfr Rm 5,5). Così sia”. (R.I)



