Città del Vaticano – Prima messa in Vaticano, domenica mattina, con i nuovi cardinali creati sabato da papa Francesco. Tra questi il presidente della Fondazione Migrantes, Francesco Montenegro.
E il papa ripropone con forza la Chiesa della misericordia elencando tre concetti chiave: “compassione”, “emarginazione”, “integrazione”. La “credibilità” della Chiesa, per il papa argentino, si gioca sulla capacità di aver compassione verso tutti gli emarginati, per integrarli, e non averne paura come se fossero contagiosi. “Quando aiutate qualcuno, ha detto poi durante la preghiera dell’Angelus in piazza san Pietro, guardatelo e non abbiate paura di toccarlo, che l’aiuto sia anche un gesto di compassione”. E rivolgendosi ai nuovi “principi” della Chiesa ha detto che Gesù “non ha paura del rischio di assumere la sofferenza dell’altro, ma ne paga fino in fondo il prezzo”. Il Pontefice ricorda che la logica di Gesù è non solo quella di “accogliere e integrare, con coraggio evangelico, quelli che bussano alla nostra porta, ma andare a cercare, senza pregiudizi e senza paura, i lontani manifestando loro gratuitamente ciò che noi abbiamo gratuitamente ricevuto”.
“Questo – ha spiegato – non vuol dire sottovalutare i pericoli o far entrare i lupi nel gregge”. La “strada della Chiesa” è la “carità affettiva e di contatto”, che sa non solo “accogliere e integrare chi bussa, ma anche andare a cercare senza pregiudizi e senza paura, i lontani, manifestando gratuitamente ciò che abbiamo gratuitamente ricevuto”. Papa Francesco sostanzia il suo ragionamento con l’esempio di tanti cristiani. San Paolo – ha spiegato – attuando il comandamento del Signore di portare l’annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra, scandalizzò e incontrò forte resistenza e grande ostilità soprattutto tra coloro che esigevano un’incondizionata osservanza della Legge mosaica anche da parte dei pagani convertiti”. San Pietro venne “criticato duramente dalla comunità quando entrò nella casa del centurione pagano Cornelio”, ha poi detto. La parola d’ordine di papa Bergoglio è dunque “salvare anche coloro che sono fuori dall’accampamento”. “La strada della Chiesa non è quella di condannare eternamente nessuno”, ha detto commentando le letture del vangelo della domenica, spiegando che guarendo il lebbroso Gesù “non reca alcun danno a chi è sano, anzi lo libera dalla paura; non gli procura un pericolo, ma gli dona un fratello; non disprezza la Legge, ma apprezza l’uomo per il quale Dio ha ispirato la Legge”. “Sul vangelo – è la conclusione – degli emarginati, si gioca, si scopre e si rivela la nostra credibilità!”. (Raffaele Iaria)



