Bologna – Continuano le lezioni della Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico, organizzate dall’Istituto Veritatis Splendor e che quest’anno hanno per tema “Quale Europa?”. Sabato 21 dalle 10 alle 12 nella sede dell’Ivs (via Riva di Reno 57) Laura Zanfrini, docente di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica all’Università Cattolica di Milano terrà un incontro sulle “Politiche dell’immigrazione e dell’inclusione sociale”. Intorno al delicato nodo del significato e della pratica della cittadinanza in relazione alle migrazioni ruotano molte delle tensioni che sono venute alla luce negli ultimi anni. Attraverso una panoramica internazionale dei più recenti studi sull’argomento, la docente delineerà le differenti soluzioni di fuoriuscita dall’impasse in cui versa l’istituto della cittadinanza in una società in cui la comunità dei residenti non coincide più con la comunità dei nazionali: naturalizzazione degli stranieri lungo–residenti, appartenenza transnazionale (che si concretizza nel fenomeno dei titolari di doppia cittadinanza), cittadinanza cosmopolitica o post–nazionale, sopranazionale (oggi esemplificata in particolare dalla cittadinanza europea) o multiculturale. “Si può anzi affermare che, per molti versi, l’Italia abbia esemplificato, fin dagli albori della sua vicenda di paese d’immigrazione, i tipici caratteri di quella che più tardi verrà battezzata la fase post–fordista delle migrazioni internazionali – spiega la docente –. Tra tali caratteri due meritano di essere già ora ricordati: l’elevata incidenza di migranti entrati non attraverso la “front door” – quella degli ingressi programmati per motivi di lavoro –, bensì attraverso la “side door” – utilizzando, ad esempio, un visto turistico, o comunque un permesso rilasciato per ragioni diverse dal lavoro – e la “back door” – ovvero mediante un ingresso irregolare o clandestino; la marcata femminilizzazione dei flussi, e soprattutto dei flussi per motivi di lavoro (addirittura, nel caso italiano, la quota prevalente dell’immigrazione fu a lungo costituita da donne migrate in qualità di bread–winner)”. Il grande nodo irrisolto dell’Europa è come superare gli egoismi nazionali che, dopo averla portata al collasso con due guerre mondiali, le
stanno ora impedendo di integrarsi in modo da poter rendere tutti cittadini europei, con unione di destini e di sforzi per il miglioramento. In un contesto internazionale in cui ci sono oggi paesi di enormi dimensioni come Cina e India e multinazionali di altrettanto enormi dimensioni, ci si domanda quanta razionalità ci possa essere nel ritenere che piccoli paesi e piccole imprese possano reggere da sole la competizione. (Caterina Dall’Olio)



