Roma – Erogare più credito alle famiglie e persone in temporanea difficoltà, favorire il finanziamento di microimprese, generando quindi nuovi posti di lavoro. E’ l’obiettivi che si prefigge la terza fase del Prestito della Speranza, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla Radio Vaticana, moderata dal direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio.
Ad oggi, con 26 milioni di credito erogato a 4.500 famiglie, l’iniziativa, fortemente voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana, rappresenta “la più importante esperienza italiana di microcredito”. “Insieme al credito sociale rivolto alle persone e alle famiglie – ha spiegato il card. Angelo Bagnasco, Presidente della Cei– ora l’iniziativa si aprirà anche al finanziamento verso le microimprese o le nuove iniziative imprenditoriali, capaci di creare opportunità d’investimento e nuovi posti di lavoro”.
“L’emergenza lavoro e la nuova occupazione – ha proseguito – rappresentano gli obiettivi veri del Prestito della Speranza che, con Intesa Sanpaolo per il biennio 2015-2016, auspichiamo di poter ottenere erogando più credito e a tassi molto contenuti a famiglie e persone in temporanea difficoltà”.
Per il porporato “fare impresa sarà la proposta rivolta a enti o aziende all’inizio del loro progetto o in fase di ristrutturazione, in grado quindi di attivare investimenti privati e nuovi posti di lavoro. La Banca erogherà quadruplicato il fondo di garanzia da 25 milioni di euro messo a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana”. L’obiettivo – hanno spiegato i responsabili di Intesa San Paolo – sarà quello di erogare 100milioni di finanziamenti.
A partire, quindi, dal prossimo 2 marzo, attraverso la rete delle Caritas diocesane, il Prestito della Speranza 3.0 – com’è stata definita la terza fase – sarà riproposto su tutto il territorio nazionale nelle filiali specializzate del Gruppo Intesa San Paolo. (Raffaele Iaria)



