Roma – “I numeri degli sbarchi sono aumentati ma non sono numeri di invasione. Non dimentichiamo che ci sono due milioni di siriani in Libano contro i 200 mila che sono sbarcati in Europa su una popolazione di 500 milioni di persone. Se guardiamo alle proporzioni invasione in Europa è un termine azzardato ma anche la terminologia ha il suo effetto nell’alimentare le paura delle persone”. Lo ha affermato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, a margine di un incontro sui nuovi fondamentalismi promosso dallo stesso centro. Rispetto ad ipotesi sulla possibilità di accogliere i richiedenti asilo in mare e poi respingerli, come ventilato dalla Lega, padre Ripamonti ha ricordato “Abbiamo come Italia e come Paese europeo delle responsabilità, abbiamo firmato dei trattati e delle convenzioni che in qualche modo ci obbligano ad accogliere queste persone che sono dei potenziali richiedenti asilo e rifugiati. Avventurarci in teorie secondo cui andrebbero accolti in mare e poi rimandati indietro, quando parliamo di persone che scappano da guerre e situazioni drammatiche, non ha senso”. Una situazione di precarietà che espone i migranti anche a seri problemi di salute. Nel periodo tra giugno e novembre 2014, l’Istituto nazionale salute migrazione e povertà (Inmp) di Roma ha assistito circa 3.800 persone, rinviando i casi più critici alle strutture sanitarie territoriali. “Sono state riscontrate – sottolinea l’Inmp – prevalentemente patologie dermatologiche (soprattutto scabbia, foruncolosi e impetigine), seguite da malattie del sistema respiratorio (infezioni delle prime vie aeree, bronchiti e sindromi influenzali). I pochi casi sospetti di tubercolosi e malaria sono stati immediatamente sottoposti ad accertamenti adeguati, con esiti negativi.



