Aimc: un convegno sull’Europa tra inclusione e immigrazione

Roma – La partita si gioca cercando e trovando il «difficile equilibrio tra le molteplici diversità e l’uguaglianza dei diritti», con le parole di Giuseppe Desideri, presidente dell’Associazione nazionale dei maestri cattolici (Aimc), dette in apertura del convegno su “L’Europa delle opportunità educative, tra inclusione e immigrazione”, svoltosi presso gli uffici capitolini del Parlamento europeo e organizzato dall’Aimc. È necessaria «una presenza stabile – ha spiegato Pasquale Andria, presidente del Tribunale minorile di Salerno –, che richiede una risposta di sistema, intesa come strategia unica d’inclusione », risposta che «ancora non c’è». E allora «dobbiamo parlare a coloro che vengono, ma anche a coloro che accolgono», ha sottolineato Enrica Tedeschi, docente di Sociologia delle relazioni interculturali all’Università Roma Tre: «Anche perché esistono diversi razzismi». Fermo restando, come ha spiegato Vittorio Calaprice, membro della rappresentanza in Italia della Commissione europea, che serve «il buon utilizzo dei fondi europei» e che la cooperazione allo sviluppo avrebbe dovuto essere anche strumento di rafforzamento politico in alcune aree e non ci siamo riusciti». Lo snodo decisivo resta la scuola, restano i ragazzi: «La concentrazione degli studenti stranieri va dal 69,8% al Nord, al 22,4% al Centro e 7,8% al Sud», ha ricordato monsignor Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes. Così «la scuola in Europa è uno dei luoghi fondamentali d’incontro, di conoscenza di apprendimento linguistico di scambio e crescita culturale». E sempre proprio la scuola – ha concluso monsignor Perego – «può aiutare a interpretare la frontiera come una soglia in cui si costruisce la fiducia di sé, la fiducia nell’altro, la fiducia nel futuro». ( P. Cio.)