Ismu: in Lombardia i giovani musulmani sono 135mila

Milano – La Fondazione Ismu in base ai dati dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (ORIM) stima che i musulmani provenienti da Paesi a forte pressione migratoria di età compresa tra i 16 e i 30 anni presenti in Lombardia al 1° luglio 2014 sono 135mila. Di questi il 61% è di sesso maschile (tra i non musulmani la percentuale scende al 46), più del 10% è nato in Italia (tra i non musulmani la percentuale è del 6%). Rispetto alla componente non-musulmana si contano più coniugati, più laureati, ma anche più persone senza alcun titolo di studio (mentre i non-musulmani si concentrano su credenziali formative “medie”). Hanno inoltre cittadinanza italiana più frequentemente dei non-musulmani ma sono anche due volte più irregolari nel soggiorno (i non-musulmani hanno più spesso un classico permesso di soggiorno). Hanno più figli, ma meno sporadicamente dei non-musulmani non in Italia. A livello familiare guadagnano il 16% in meno rispetto ad altre nazionalità, ma rimettono il 22% in più: circa 100 euro al mese a famiglia.

Meno di 4mila dei 135mila giovani musulmani si è trasferito in un paese extra-UE che non sia quello d’origine per soggiornarvi almeno un mese nell’ultimo anno (se calcoliamo anche il paese d’origine la numerosità è otto volte superiore, ovvero circa 33mila): in 2.500 per circa un mese, in 1.200 per un periodo di 2-4 mesi e in 200 per undici mesi su dodici. L’incidenza dei trasferimenti in paesi extra-UE è doppia rispetto a quella dei non-musulmani. Infine, i giovani musulmani tre volte e mezzo più frequentemente dei giovani non-musulmani sono operai edili e oltre due volte più frequentemente operai generici nell’industria (ma anche intellettuali). Meno spesso, invece, sono assistenti domiciliari, artigiani, impiegati o addetti alle pulizie, a più diretto contatto con la società lombarda.