Padova – E’ morto questa mattina a Padova mons. Giuseppe Pasini, presbitero della diocesi di Padova e per anni direttore di Caritas Italiana. Lo scorso 3 marzo mons. Pasini aveva ricevuto la telefonata di papa Francesco e due giorni dopo ne aveva parlato, seppur a fatica, pubblicamente, esprimendo tutta la sua gioia per questo “evento” così importante. “Santità, la sua elezione è stata per me liberante”, disse mons. Pasini al Pontefice: “quando la elessero papa, io ero in gran confusione, poi ebbi un’illuminazione e pensai ‘offro la mia sofferenza a Dio, per il Papa, perché possa compiere il suo enorme compito di riforma della Chiesa’. Dopo questo fatto tutto mi fu più chiaro: la mia malattia non cadeva nel vuoto ma aveva un compito nella Chiesa e nel mondo. Quando l’offerta è al Signore, tutto diventa più significativo. Non soffrivo invano, tutto si univa alla sofferenza di Cristo. Ora ho uno scopo per cui pregare e per cui soffrire”.
La Diocesi tutta, il vescovo mons. Antonio Mattiazzo e i presbiteri esprimono “profondo cordoglio” per la perdita di “un uomo e di un presbitero, che tanto ha dato alla Chiesa ma c’è anche tanta riconoscenza per aver condiviso un dono che il Signore ha alimentato dando voce ai poveri e ai bisogni degli ultimi”. Mons. Pasini, infatti, aveva seguito i passi di mons. Nervo, prima alla direzione di Caritas Italiana, per due mandati, e poi alla presidenza della Fondazione Emanuela Zancan onlus. Un cammino così profondamene condiviso, quello di mons. Nervo e di mons. Pasini, da vederli accomunati anche dal ritorno alla Casa del Padre: il 21 marzo 2013, esattamente due anni fa, anche mons. Nervo lasciava questa terra.
Nato a Piove di Sacco (PD) il 26 dicembre 1932, entra in seminario nel 1945 all’età di 13 anni. Viene ordinato sacerdote all’età di 23 anni e mezzo l’8 luglio 1956. Dal settembre 1956 fino al 1963 svolge funzioni di coadiutore nella parrocchia di San Daniele a Padova. Dal settembre 1963 al settembre 1967 è animatore pastorale nella nascente zona industriale di Padova, che contava più di 300 aziende e settemila dipendenti.
Contemporaneamente insegna Dottrina sociale della Chiesa nella Scuola Superiore di Servizio Sociale di Padova e si iscrive alla facoltà di Scienze politiche all’Università di Padova.
Conseguirà, successivamente, la laurea nella stessa disciplina a Roma, in quanto nel settembre 1967 viene chiamato a Roma come vice assistente nazionale delle Acli, a fianco dell’assistente nazionale mons. Cesare Pagani e vi rimane fino al 1971, con l’incarico di seguire la formazione dei quadri nazionali e provinciali del movimento. Sono gli anni più delicati dell’organizzazione aclista, che hanno visto la famosa “sconfessione” del movimento da parte di Paolo VI e il conseguente ritiro degli assistenti ecclesiastici nazionali e provinciali.
Nel 1972 mons. Giovanni Nervo chiede al Vescovo di Padova che mons. Pasini possa collaborare nell’importante istituzione nata da poco per volere del Papa Paolo VI e della quale Nervo era presidente, la Caritas Italiana.
Così, dopo la laurea in scienze politiche conseguita presso l’Università La Sapienza di Roma, inizia il nuovo impegno come responsabile del settore “Studi, formazione e documentazione” di Caritas Italiana, fino al 1986. In quell’anno mons. Nervo lascia la Caritas Italiana per la scadenza del secondo mandato prevista dallo Statuto e in contemporanea la CEI nomina direttore nazionale mons. Giuseppe Pasini, che ricoprirà questa carica dal 1986 al marzo 1996, per due mandati consecutivi.
Nel 1997 mons. Nervo dà le dimissioni da presidente della Fondazione Emanuela Zancan Onlus Centro Studi e Ricerca Sociale e chiede al Vescovo che possa subentrare a lui nella presidenza mons. Pasini. Dal 1997 era presidente della Fondazione Emanuela Zancan Onlus, Centro di Studio e Ricerca nel settore delle politiche sociali, sanitarie, sociosanitarie, educative, cioè dei servizi alla persona. (R.I.)



