Milano – Dei circa 52mila minori stranieri a Milano (il 20 per cento del totale), oltre 38mila sono nati in Italia. Quasi il 74 per cento. E in otto anni i piccoli stranieri nati in Italia sono stati 14.676 (l’84% del totale). È pensando a loro che ieri, nell’istituto comprensivo statale “Maffucci” di via Guicciardi, dove frequentano bambini di 56 etnie, sono stati consegnati gli attestati di cittadinanza simbolica a 110 bambini, nati in Italia, da genitori stranieri. Era presente la dirigente scolastica Laura Barbitato, che ha ricordato come nella scuola si impari a diventare cittadini del mondo.
“Sembra giusto che un bambino nato in Italia, che fa le scuole in Italia e da grande può anche lavorare non sia cittadino italiano?”, questa la domanda rivolta dal sindaco Giuliano Pisapia a circa trecento ragazzi della scuola. “Oggi possiamo fare solo questo gesto simbolico– ha continuato –, ma speriamo che il parlamento agisca per cambiare una legge sbagliata”. Attualmente per poter diventare cittadini italiani, se si è nati da genitori stranieri, occorre aspettare la maggiore età e dimostrare che si è vissuto ininterrottamente in Italia, oltre a sostenere il costo di 200 euro. Lo scorso anno il numero degli aventi diritto è stato pari a quello delle richieste di cittadinanza italiana, cioè di circa 600. Per la precisione 589. “Il Comune ha aperto l’anno scorso lo sportello dedicato alle seconde generazioni che si trova adesso alla Casa dei Diritti. Lo sportello è stato istituito per accompagnare ragazze e ragazzi che vivono a Milano nella richiesta di cittadinanza che può essere effettuata entro i dodici mesi successivi al compimento dei 18 anni – ha spiegato -. Ogni anno, proprio per avvisare di questa opportunità, il Comune invia a tutti i 17enni di origine straniera nati e residenti a Milano una lettera con tutte le informazioni utili”. Erano presenti alla cerimonia l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, che ha sottolineato come le diverse origini non siano un problema, ma una ricchezza. Mentre l’assessore all’Educazione, Francesco Cappelli, ha ribadito che l’integrazione sociale è una realtà che rispecchia una scelta educativa da sostenere con forza anche attraverso atti e giornate simboliche. (Giovanna Sciacchitano)



