Crema: una riflessione sulle migrazione

Crema – Nell’ultimo documento presentato da “Giustizia e Pace” Europa, una sigla che riunisce 31 Commissioni “Giustizia e Pace” nazionali, si afferma che è molto preoccupante “la tendenza crescente a ricercare potere e popolarità grazie a programmi politici semplicisti e a slogan forsennati che diffondono l’idea che la prosperità e la sicurezza non possono essere realizzati se non con misure nazionalistiche unilaterali e, se necessario, a detrimento di altri popoli. Tuttavia – continua il documento – non esiste risposta rapida e semplice a sfide strutturali e profonde come quelle che pongono le nostre società plurali e un’economia mondializzata, tanto più che l’immigrazione ha sempre fatto parte dell’esistenza umana. Ignorare questa realtà – si legge ancora – e tentare di fermare ermeticamente le frontiere all’afflusso dei migrati  è irrealistico e disumano”.

È proprio a partire da quest’ultima affermazione che la Commissione Migrantes della diocesi  di Crema ha voluto offrire una riflessione a tutti coloro che, pur preoccupati per l’avvenire incerto, non si lasciano convincere da parole semplicistiche né dalla propaganda contro gli immigrati. La migrazione, in quanto antica come l’uomo, è uno dei fenomeni più complessi e meno controllabili che esistano ed esige un grande esercizio di umiltà: la conoscenza e lo studio, abbandonando ogni pregiudizio.

La Commissione Migrantes di Crema si è avvalsa del contributo di alcuni professionisti. In primo luogo di Mauro Prandelli, fotografo e documentarista, che ha raccontato, con una serie di scatti e con un documentario, la drammatica odissea di migliaia di migranti che attraverso il fiume Evros tentano di entrare in Europa dalla Turchia, passando dalla Grecia.

In secondo luogo di Clara Ghizzoni, Chiara Lazzari, Francesca Pontaglio psicologhe e psicoterapeute ed Elena Foppa psicologa, facenti parte del Gruppo di Lavoro Iacp Sud Ovest Lombardia, sensibili ai temi dell’intercultura che, con l’aiuto di Enrico Tomasoni, attore e regista teatrale, hanno voluto proporre un breve percorso di riflessione attraverso la lettura di brani tratti dai  libri: Non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella, La terrazza proibita di Fatema Mernissi e La storia di uno è la storia di tutti di Enza Malatino. Partendo da storie vere, hanno voluto far provare a tutti coloro che hanno assistito alle presentazioni o hanno visitato la mostra, come sia importante uscire dalle proprie sicurezze per andare incontro a coloro che emigrano. Persone talmente disperate che hanno scelto di compiere un gesto che nessuno di noi vorrebbe mai fare: lasciare le cose che più si amano: la terra, gli affetti, la propria storia, per poter svolgere la cosa che a noi sembra più banale e ovvia: Vivere!

A conclusione di questo percorso mons. Giancarlo Perego, Direttore nazionale della Fondazione Migrantes, ha tirato le conclusioni dell’iniziativa, rilanciando attraverso cinque parole chiave: conoscenza, incontro, dialogo, scambio e accoglienza l’impegno che la diocesi di Crema è chiamata ad assumersi per essere veramente una “Chiesa senza frontiere, madre di tutti”. ( Enrico Fantoni)