Milano: laboratori e percorsi formativi per minori non accompagnati

Milano – Sono i più fragili tra le decine di migliaia di profughi e di migranti che sbarcano sulle coste italiane. Hanno meno di 18 anni, sono adolescenti in fuga dalla guerra e dalla povertà, che affrontano da soli lunghissimi viaggi attraverso il deserto e il mar Mediterraneo per costruirsi una nuova vita. “I minori non accompagnati che arrivano a Milano hanno un solo obiettivo: trovare al più presto un lavoro – spiega Umberto Contro, presidente dell’associazione “Sheb Sheb” nata quattro anni fa per iniziativa di un gruppo di insegnanti di italiano per stranieri ed educatori –. Le famiglie hanno investito tutto su di loro per far sì che possano trovare un lavoro e aiutare chi è rimasto a casa”. Ragazzini costretti a crescere troppo in fretta e che rischiano di cadere nel circuito dello sfruttamento e del lavoro nero. O, peggio ancora, diventare manovalanza a basso costo per la criminalità. Per questo motivo è importante investire sull’educazione e sull’istruzione. L’associazione “Sheb Sheb” ha lanciato il progetto “Accompagniamoci insegnando” in collaborazione con il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) per aiutare un gruppo di 15 ragazzini a conseguire la licenza media e, parallelamente, avviare un percorso di formazione pre-professionale.

“Ci rivolgiamo a quella fascia d’età che va dai 16 ai 18 anni – spiega Umberto Contro – : ancora minorenni, ma al di fuori dell’obbligo scolastico. Abbiamo calcolato che ci siano almeno 40 ragazzi che possono accedere a questa iniziativa, ma purtroppo abbiamo solo 15 posti. Organizzeremo laboratori di cucina, falegnameria, sartoria e una ciclofficina”. Per fare in modo che questi ragazzi, cresciuti troppo in fretta, tornino ad essere almeno per un po’ degli adolescenti. (Ilaria  Sesana – Avvenire)