Centro Astalli: “si ponga fine al massacro”

Roma – “Ancora una volta ci troviamo a ripetere l’evidenza che la traversata del Mediterraneo è una rotta che non si può interrompere se non creando canali umanitari sicuri. I governi da anni si concentrano su accordi e politiche volti ad impedire gli arrivi, ma l’unico risultato che si ottiene è un’incalcolabile strage di innocenti”. Ad affermarlo è padre Ripamonti, presidente del Centro Astalli dopo il naufragio che ha causato 9 morti. “Mi sembra – aggiunge il religioso gesuita – che si sia ancora una volta dimostrato che niente può distogliere coloro che sono in cerca di asilo dal mettersi in viaggio in cerca di salvezza. Abbiamo l’obbligo di attuare misure immediate che garantiscano la possibilità di chiedere asilo senza affidarsi ai trafficanti”.

Fino a quando l’Europa, colmando un ingiustificabile ritardo, non provvederà a creare canali umanitari sicuri, chiediamo che si attuino operazioni di salvataggio realmente efficaci che soccorrano i naufraghi fino alle 170 miglia dalle coste europee”, conclude.