Salerno: la “vita nuova” della piccola Immacolata

Salerno – Immacolata, questo è il nome della piccola che è stata battezzata nella concattedrale di Santa Maria Assunta a Policastro Bussentino (Salerno). Terzogenita di una giovane coppia nigeriana ospitata presso Casa Emmaus, nell’ambito del progetto di accoglienza integrata Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ha ricevuto il Battesimo dal vescovo di Teggiano-Policastro, Antonio De Luca. La neonata ha visto la luce a febbraio nell’Ospedale Maria Ss. Immacolata di Sapri, da qui la scelta dei genitori di chiamarla con il nome caro alla tradizione religiosa del territorio che li ha accolti. Quattro famiglie di diversa nazionalità, dieci bambini, di cui cinque in età scolare, in una sorta di “sprar dei bambini” – così la definiscono gli abitanti della frazione di Policastro Bussentino – danno la misura di come la generosità concreta delle persone scavalchi le polemiche sterili spesso utili solo ad alimentare una cultura del sospetto verso il fratello già segnato dalla fuga da tragedie immani.

“La celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana si verifica sempre più frequentemente nella diocesi – dice monsignor De Luca, delegato dei vescovi campani per la Migrantes–, in quanto l’accoglienza dei nostri fratelli migranti offre una prospettiva completa di crescita e di conoscenza che non possiamo non afferrare e coltivare. È opportunità di arricchimento reciproco. L’attenzione è

dunque posta sullo sviluppo integrale della persona e della famiglia. In tal senso l’accoglienza della Caritas va al di là di una mera fornitura di generi di prima necessità e intende offrire pure uno stimolo e un accompagnamento all’inserimento e alla promozione globale della persona”. Così il presule, che visita frequentemente i circa mille naufraghi che cura la diocesi di Teggiano-Policastro. Immacolata assieme a Salma ed Edidia, la prima eritrea e la seconda marocchina, già battezzate nel Vallo di Diano, dicono di una Chiesa locale capace di testimoniare nei fatti la globalizzazione della solidarietà. (Alfonso D’Alessio – Avvenire)