Card. Bagnasco: “dolore” per la “tragedia senza fine” dei migranti

Città del Vaticano – “Dolore” per “la tragedia senza fine” di tanti uomini, donne e bambini “povera gente costretta a trasformare la vita in una fuga verso l’ignoto, prima lungo il deserto e sul mare per canali sconosciuti, e poi sulla terra ferma”. A dirlo questa mattina il card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana nella sua prolusione all’Assemblea  generale apertasi ieri in Vaticano con l’intervento di Papa Francesco. Il card. Bagnasco, dopo aver citato le parole di Papa Francesco “Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerra; cercano una vita migliore” ha sottolineato come ancora una volta – nella storia – “tocchiamo con mano l’abisso del cuore umano che arriva a speculare sulle miserie dei poveri e dei deboli; e, per cavare il massimo del profitto, aggrava le vessazioni e le torture dei miseri. Pensiamo – ha aggiunto il presidente dei vescovi italiani – con orrore agli ‘scafisti’, criminali dell’umanità, disposti a uccidere con lucida e cinica programmazione. Il nostro Paese ha fatto non poco attraverso le sue istituzioni politiche, civili e militari, anche se, a volte, tra non poche polemiche”. Ma quale alternativa non demagogica o peggio?, si è chiesto il porporato: “è evidente che l’accoglienza umanitaria vada sempre accompagnata dalla legalità e dalla sicurezza di tutti; ed è evidente che all’accoglienza deve corrispondere coscienza e disponibilità”. (R. Iaria)