Roma – Sono oltre cinque milioni gli stranieri residenti in Italia. Si tratta dell’8,3% della popolazione che ammonta a poco meno di 61 milioni. E’ uno dei dati che emerge dal Rapporto 2015 dell’Istat diffuso ieri. Per gli italiani, spiega l’Istituto di statistica, prosegue il trend di invecchiamento mentre fra gli stranieri residenti la quota di anziani è più bassa. Secondo i dati nel 2013 il 13% dei matrimoni ha almeno uno degli sposi straniero (nel 1995 erano il 4,8%). Nasce fuori dal matrimonio oltre un quarto dei bambini che hanno genitori italiani, nel Centro-nord la quota è più alta (circa un terzo). Gli alunni stranieri sono oltre 800 mila, pari al 9% della popolazione scolastica. Aumenta di circa il 12% la presenza di alunni stranieri nati in Italia, che ormai sopravanzano i figli dei migranti arrivati in Italia dopo la nascita. La metà degli studenti stranieri tra i 10 e i 24 anni iscritti alle scuole italiane secondarie di primo e secondo grado vorrebbe proseguire gli studi e iscriversi all’Università. Secondo l’Istat più della metà degli stranieri (di 14 anni e oltre) si trova bene in Italia e più di un terzo molto bene, anche se con marcate differenze territoriali. La comunità che si trova meglio è quella dei filippini, in misura lievemente minore quella degli ucraini e dei romeni, mentre sono i cinesi a dichiarare di trovarsi peggio in Italia. Sono oltre il 60% gli stranieri che sostengono di parlare e comprendere l’italiano molto bene, ma ha difficoltà a scrivere e leggere rispettivamente il 58,4 e il 49,8% di essi. Il 60% degli stranieri parla in italiano con gli amici e il 38,5% in famiglia. Più di otto cittadini stranieri su dieci (di 14 anni e più) hanno nella propria rete di relazioni sociali persone cui potersi rivolgere in Italia. Il 61,9% ha una rete di soli connazionali, il 15,5% di soli italiani, il 20% ha una rete mista. Tra i bambini stranieri (6-13 anni), tra i quali è forte la presenza di seconde generazioni, il 69,1% ha il migliore amico di nazionalità italiana.



