Milano – La Beatificazione di Mons. Romero è “una gioia che non riesco ad esprimere con le parole”,. A dirlo è Deidamia Morán, tra le pioniere dell’emigrazione da El Salvador. Non mostra facilmente i propri sentimenti Deidamia. Eppure, quando parla di “Monseñor” – come i latini chiamano Romero –, fa fatica a nascondere la commozione. È una settimana di “festa delle fede” per l’intera comunità salvadoregna che vive nel nostro Paese con solo 10mila persone a Milano. Il loro cappellano è don Alberto Vitali, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Milano e autore di una biografia dell’arcivescovo Romero martire, di pubblicata dalle edizioni Paoline “Oscar A. Romero, pastore di agnelli e di lupi”. La beatificazione del vescovo salvadoregno è previsto per domani: sono attesi centinaia di migliaia di fedeli, una decina di capi di Stato e cinque cardinali, nella emblematica Piazza Salvatore del Mondo della capitale salvadoregna. La celebrazione sarà presieduta dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Momenti di partecipazione sono previste anche in Italia. A Milano, per esempio – informa il quotidiano “Avvenire” questa sera alle 20, nella Chiesa di Santo Stefano Maggiore, parrocchia dei migranti ambrosiani, verrà proiettato il film “Romero”. E domani, giorno della Beatificazione, alle 17. 30 – in contemporanea con San Salvador – ci sarà la Messa solenne, al cui termine sarà inaugurato un quadro di Romero, che resterà esposto a Santo Stefano. A seguire una serata di festa. La celebrazione sarà presieduta da padre Rutilio Sánchez, collaboratore di monsignor Romero. Domenica 31, infine, alle. 20.45, durante la tradizionale processione del mese di maggio del decanato Giambellino, si mediteranno le riflessioni mariane dell’ormai beato Romero.



