Marsala: 150 migranti di 12 nazioni in chiesa madre

Marsala – Il nome della città di Marsala evoca alla memoria “Lo sbarco dei Mille” con Giuseppe Garibaldi, un’azione politica che diede inizio alla costruzione dell’Unità d’Italia. Oggi, assistiamo a ben altri sbarchi, con altri numeri e con altri obiettivi. Ieri la chiesa madre di Marsala ha vissuto un’esperienza positiva di cattolicità: da Palermo sono arrivati 200 persone, tra italiani e migranti di dodici nazioni diverse che vivono e lavorano a Palermo, per condividere una giornata di preghiera e riflessione. “Ogni mese scegliamo una città diversa della Sicilia per trascorrere una domenica fuori Palermo – spiega padre Sergio Natoli dell’Ufficio Migrantes di Palermo che ha guidato il gruppo – la tappa di Marsala aveva diversi obiettivi: far conoscere agli immigrati qualcosa della nostra storia, permettere alla comunità cristiana della chiesa madre di fare un’esperienza positiva di cattolicità, di far prendere coscienza agli immigrati di avere un mandato missionario nella nuova evangelizzazione della nostra Europa». Alle ore 12 insieme ai fedeli locali, si sono ritrovati in piazza della Repubblica per pregare insieme e per invocare “lo stesso Spirito Santo, perché questa nuova Pentecoste possa unire tutte le genti nel medesimo ‘popolo di Dio’ – dice ancora padre Natoli – non un’invasone ma una docilità per essere nel medesimo territorio della bellezza della cattolicità della Chiesa presente nel medesimo territorio”. La liturgia è stata animata dalla corale interculturale “Arcobaleno di Popoli”. Nel pomeriggio il gruppo si è ritrovato presso l’Oratorio dei Salesiani (parrocchia Maria Ss. Ausiliatrice di Marsala) per il concerto di fraternità “La linfa”, dove con canti e danze di vari Paesi del mondo, tutti insieme – migranti e fedeli locali – sono stati i “protagonisti della bellezza e della gioia che i fratelli stiano insieme.”