Card. Vallini: sui rom dichiarazioni sconsiderate

Roma – “Gli inviti a vendicarsi e le sconsiderate e gravi dichiarazioni di alcuni politici” riguardo ai rom sono “inaccettabili” e “da condannare severamente”.

A scriverlo è il card. Agostino Vallini, Vicario generale per la diocesi di Roma, in un articolo apparso ieri sul settimanale della diocesi “Roma-Sette” parlando delle polemiche seguite alla morte di una donna e al ferimento di otto persone, investite da un’auto condotta da nomadi. Per il porporato quanto accaduto “mi ha suscitato grande dolore e comprendo le giuste reazioni e i commenti molto severi, che ripropongono sulla ‘questione rom’ giudizi e opinioni diverse ma non sempre obiettive”. È invece necessario “far crescere, nel rispetto della legalità, la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione sociale e non quella del rifiuto e del disprezzo”.

Il card. Vallini sottolinea ricorda che, in un mondo che va sempre più globalizzandosi (“Roma, come tutte le altre capitali del mondo, da anni è ormai una città multietnica”), i Rom sono “qui da generazioni e la gran parte sono giovani famiglie che con i loro figli sono nati a Roma” sottolineando che queste persone “sono uomini e donne come tutti,  nostri fratelli e sorelle,  spesso già  provati da  sofferenze, privazioni e  paure.  Nessuno si muoverebbe dalla propria terra di origine se vivesse una vita serena e tranquilla”. In secondo luogo il card. Vallini evidenzia che  i campi di accoglienza, “comprensibili come soluzioni di emergenza e temporanee,  non si giustificano se sono diventati di fatto definitivi. Questo è il punto veramente dolente della questione. Perché si tratta di accampamenti dove il disagio, il malessere, la lotta tra etnie diverse, l’emarginazione sociale ghettizzano le persone, la gran parte delle quali soffrono, subiscono e si adattano, non potendo e spesso non sapendo fare altro, alla sopravvivenza e non di rado all’illegalità e alla devianza”.

 “Ho visitato – prosegue la nota –  tutti i campi, conosco personalmente tante famiglie Rom, le seguo e con loro perseguo strade per superare la marginalità e sperimento  con dolore quanta prevenzione c’è verso queste persone che vorrebbero uscire da questa condizione, avere un lavoro, affittare una casa e vivere dignitosamente senza sottoporsi all’umiliazione di chiedere l’elemosina o di darsi ad altri espedienti per sopravvivere. L’Unione Europea ha dato da alcuni anni indicazioni ai Governi nazionali per l’inclusione sociale di Rom, Sinti e Camminanti, indicazioni volte al superamento degli accampamenti, ma purtroppo da noi non si è fatto quasi nulla. Comprendo le difficoltà economiche, ma ci sono ancora troppi pregiudizi”.

Per il card. Vallini, considerato che i rom presenti a Roma sono meni di 8000 persone, occorre fare “qualche scelta oculata”: “smantellare i campi va bene, ma la soluzione non è quella di rinchiudere le famiglie sfrattate in altre strutture emarginanti”.

La diocesi di Roma ha elaborato progetti di inclusione sociale che sono stati messi a disposizione delle istituzioni competenti e prevedono sportelli per la regolarizzazione dei documenti, lo sviluppo della scolarizzazione dei bambini e dei ragazzi, centri di formazione per donne e uomini in vista dell’inserimento nel mercato del lavoro, l’inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari, naturalmente non attraverso vie preferenziali ma alla pari degli altri cittadini. “Purtroppo – lamenta il cardinale –  siamo ancora in attesa di essere chiamati”. Il card. Valli si dice poi “vicino” alla famiglia della vittima e prega , prego per la signora Corazon  evidenziando che fatti come quello accaduto sono “da condannare severamente e i responsabili da consegnare alla giustizia, ma se non si interviene sulle cause del degrado e del disagio sociale rischiamo di ritrovarci  ancora – Dio non voglia! – a piangere altri morti”. (Raffaele Iaria)