Milano – “Le migrazioni sono un fenomeno che sta cambiando la nostra vita” e “chiede di essere letto sulla base della realtà, ma anche con il cuore”: mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, ha concluso il convegno “I migranti e il cibo. Dallo sfruttamento lavorativo all‘imprenditoria etnica”, tenutosi a Milano nell’ambito di Expo, durante il quale è stato presentato il Rapporto immigrazione di Caritas e Migrantes. “Abbiamo voluto coniugare oggi il tema della migrazione con quello dello sviluppo e con il cibo, il quale può essere in sé strumento” di crescita, di relazioni, di “costruzione della città” e dello spazio umano. Perego ha ricordato come la fame colpisca ancora 840 milioni di persone nel mondo, “e la stessa fame mette in cammino le persone”, generando flussi migratori. Il direttore di Migrantes ha poi affermato che il tema delle migrazioni deve essere affrontato “con realismo e con verità”, per poi denunciare il fatto che “le migrazioni subiscono tante falsificazioni”, che distorcono la realtà e pongono i migranti in cattiva luce, mentre essi possono diventare “attori dello sviluppo”. Numerosi gli aspetti che ruotano attorno alla mobilità dei popoli: il lavoro, la cittadinanza, la sofferenza, la famiglia, la vita (“le famiglie che migrano hanno almeno due figli, mentre quelle italiane ne hanno in media uno”, tanto che il Paese soffre sul piano demografico).
“Su tutti questi aspetti – ha sottolineato mons. Perego – non si dice mai abbastanza che i migranti possono essere una risorsa” per i Paesi di accoglienza, purché “si sappiano valorizzare le persone”. Per tutto questo occorre “una politica che sappia interpretare e governare il fenomeno”, non solo con una logica securitaria, come accade in questi giorni”. Perego ha invitato a “contrastare le sfruttamento e il lavoro nero”, a “investire nei ricongiungimenti familiari”, a “innovare la didattica nelle scuole” dove sono presenti oltre 800mila studenti esteri. Un invito infine a “tornare nelle nostre comunità cristiane, affinché sulle migrazioni non si dividano ma abbiano occhi per vedere profeticamente il portato positivo delle migrazioni, per il bene di tutti”.
“Su tutti questi aspetti – ha sottolineato mons. Perego – non si dice mai abbastanza che i migranti possono essere una risorsa” per i Paesi di accoglienza, purché “si sappiano valorizzare le persone”. Per tutto questo occorre “una politica che sappia interpretare e governare il fenomeno”, non solo con una logica securitaria, come accade in questi giorni”. Perego ha invitato a “contrastare le sfruttamento e il lavoro nero”, a “investire nei ricongiungimenti familiari”, a “innovare la didattica nelle scuole” dove sono presenti oltre 800mila studenti esteri. Un invito infine a “tornare nelle nostre comunità cristiane, affinché sulle migrazioni non si dividano ma abbiano occhi per vedere profeticamente il portato positivo delle migrazioni, per il bene di tutti”.



