Roma E’ “un dovere morale di salvare vite umane » e di «accogliere coloro che gridano aiuto» ma insieme a questo e alla lotta ai trafficanti di essere umani, l’Europa «deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo da favorire la loro crescita economica e sociale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso di apertura della 39/a Conferenza della Fao. Solo così, ha aggiunto il capo dello Stato, si conterranno «dimensioni di un problema epocale, e con il quale dovremo convivere a lungo. Senza cooperazione tra Paesi e tra Continenti ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare ulteriormente odi e fanatismi». Nella grande aula dell’organismo dell’Onu, che a stragrande maggioranza (177 voti su 182) ha confermato direttore generale il brasiliano Graziano da Silva, Mattarella ha lanciato l’appello affinché «prevalga nel mondo la solidarietà sull’egoismo. L’umanità – ha affermato – non può rinunciare a sconfiggere la povertà e la malnutrizione. Contrastare la fame è una preziosa opera di pace». Il presidente ha riconosciuto l’ottimo lavoro svolto dalla FAO in questi anni nel mondo dove si è dimezzato il tasso di denutrizione. Ma questo certamente non basta: «La strada da percorrere rimane lunga. Non possiamo dimenticare che 800 milioni di persone – inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni – vivono ancora nella disperazione non avendo il cibo per nutrirsi. O non avendone a sufficienza – ha aggiunto – per crescere sani e vivere da uomini liberi». Per questo è impensabile fermarsi o rallentare. Anzi, ha sottolineato, i leader del pianeta sono oggi più che ieri «chiamati a decisioni davvero storiche», perché sprechi, inquinamento e scarsa attenzione a cibo e acqua stanno portando il pianeta a «perdere le proprie funzioni vitali». Infine una chiamata morale alla solidarietà per aggredire le disuguaglianze e lasciare alle future generazioni un mondo più solidale: «Il mondo è cambiato ed è arrivato il momento per noi di unire gli sforzi. Dobbiamo tutti fare un passo in più del necessario. Sconfiggere la povertà e la malnutrizione è possibile. Difficile ma possibile. L’umanità non può rinunciare a questo traguardo. Non ci sarà mai vera pace se permarranno queste disparità. Le nazioni devono far prevalere la solidarietà sull’egoismo. Il dialogo e la cooperazione – ha assicurato Mattarella – possono battere il fanatismo e la sopraffazione». Dopo il capo dello Stato è intervenuta la presidente del Cile, Michelle Bachelet che ha sottolineato il bisogno di promuovere dei sistemi alimentari efficienti e inclusivi, esortando i governi a contrastare recenti richieste di protezionismo. Poi riflettendo sui successi ottenuti dall’America Latina nel ridurre la fame nel corso dell’ultimo decennio, ha rivendicato il ruolo delle donne che «hanno le chiavi per la sicurezza alimentare ». A chiudere la giornata la lectio magistralis dell’ex presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, che ha sottolineato come «fame e povertà si possono vincere, e il Brasile lo ha dimostrato» ma, ha avvertito, la fame «non è un problema della natura ma sociale, e per questo va affrontato con politiche sociali, che tuttavia non vanno considerate assistenzialismo. Gran parte di chi ha usufruito dei nostri sussidi ha poi trovato lavoro. Quindi la scelta sociale di sostenere i più poveri non va considerata una perdita». (A.M.Mira – Avvenire)



