Agrigento – “Gesù, mi sbaglio se dico che il Tuo Cuore sanguina quando a uomini in cerca di umanità, quelli dei viaggi della speranza, viene attribuito il termine di ‘quote’, da assegnare al migliore offerente: quasi fossero non persone ma solo merce di scambio le cui piaghe non vogliamo vedere, perché turbano i nostri occhi, ma purtroppo non sempre le nostre coscienze”. E’ quanto ha detto il Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento durante la Festa del Corpus Domini parlando dei migranti che ogni giorno arrivano sule nostre coste. Per il porporato “è necessario superare le dinamiche della divisione, delle inimicizie e dell’indifferenza. L’Eucarestia diventi forza sanante di un’umanità intrisa di sangue e odio, affamata di egoismo. il nostro compito – ha proseguito – è di costruire una nuova storia di fraternità senza escludere nessuno. Spesso le loro piaghe turbano più i nostri occhi, che le nostre coscienze. I numeri dei morti non ci impressionano più, semmai ci meravigliano per un po’, ma poi li dimentichiamo, gli zeri nella conta dei morti aumentano, ma rimangono zeri e nullità le esistenze di tanti uomini”. “Non possiamo – ha affermato con forza il Card. Montenegro – essere silenziosi e complici spettatori di genocidi, non possiamo fingere che niente accada. Puntiamo alla pace, la quale può prendere corpo solo nello scambio e nella complementarietà dei beni. Noi – ha concluso – siamo responsabili della loro vita e anche della loro morte. Ricordiamoci che ogni uomo è il volto di Cristo”.



