Milano – Il cardinale Angelo Scola torna a parlare dei profughi che arrivano a Milano. E di cosa sta alla radice di un’«accoglienza equilibrata». Allargando lo sguardo alle tragedie che feriscono le terre da cui tanti migranti sono costretti a partire, affamati di vita e speranza. Lo fa alla fine della Messa di ordinazione dei nuovi preti, celebrata in Duomo sabato scorso con l’ordinazione di 17 nuovi preti. Dapprima ha chiesto «a tutti» di «sostenere nella preghiera» il viaggio che la prossima settimana lo porterà in Libano e in Iraq, a portare a quei popoli e alle loro Chiese, in particolare ai cristiani perseguitati, ai profughi di Erbil – dove farà tappa – la «solidarietà della Chiesa ambrosiana». Solidarietà spirituale ma anche solidarietà materiale, grazie alla raccolta fondi lanciata da Scola e dalla Caritas. «L’aiuto della vostra preghiera e dell’offerta che molti di voi hanno fatto per sostenere quei bisogni estremi – ha detto quindi il cardinale – così come l’attenzione ad un’accoglienza equilibrata a tutti i profughi che stanno passando dalla nostra Milano in questi giorni, è certamente una delle conseguenze belle di questo gesto sacramentale che abbiamo celebrato insieme ». Ecco allora l’invito, alla benedizione finale: «L’abbraccio della Trinità diventi sensibile attraverso i nostri gesti per ogni uomo e ogni donna, tutti fratelli e sorelle nel disegno di Dio». (L. Ros.)



